pasti@mclink.it

scrivi alla redazione

Scrivi

AGINFORM

Foglio di Corrispondenza comunista


Contributi
di analisi
e dibattito

E' il renzismo il primo e il principale avversario

Giorgio Cremaschi, 20 maggio 2015, [qui]

Leader di Hezbollah: guerra senza quartiere all'ISIS

Pino Cabras, 25 maggio 2015, [qui]

"Dunque l'occidente vuole che l'ISIS prenda Siria, Iraq, Yemen?"

Appello di tre associazioni, 22 maggio 2015, [qui]

Palmira e Qalamoun. Due facce della guerra siriana

Pino Cabras, Gianandrea Gaiani, Talal Khrais, 21 maggio 2015, [qui]

Perchè è urgente lottare contro la NATO e riscoprire il senso dell'agire politico

Domenico Losurdo, 21 maggio 2015, [qui]

Ancora una enorme vittoria diplomatica per la Russia

The Saker, 13 maggio 2015, [qui]

Il 9 maggio spiegato agli italiani

Marco Bordoni, 8 maggio 2015, [qui]

Renzi dà il voltastomaco, ma la minoranza Pd è peggio

Aldo Giannuli, 7 maggio 2015, [qui]

Ma Putin cosa vuole?

Una importante analisi di Rostislav Ishchenko, 22 aprile 2015, [qui]

No guerra, no NATO: il silenzio sulla NATO, la disinformazione, la necessità di ripresa della mobilitazione contro la NATO

L'agenzia Sputnik intervista Manlio Dinucci, 23 aprile 2015, [qui]

Grecia: il fattore N(ato)

Manlio Dinucci, 7 aprile 2015, [qui]

La situazione militare in Ucraina orientale

Stefano Orsi, 3 aprile 2015, [qui]

Cresce la sfida della Grecia che si rivolge a Russia e Cina

Ambrose Evans-Pritchard, 1 aprile 2015, [qui]

Cosa sta succedendo in Medio Oriente?

Pier Luigi Fagan, 30 marzo 2015, [qui]

America divisa, Europa divisa

Giulietto Chiesa, 27 marzo 2015, [qui]

Venezuela: il decreto di Obama. Cosa c'è dietro?

Franco Vielma, 10 marzo 2015, [qui]

Negli USA è nato un nuovo movimento

John Catalinotto, 9 gennaio 2015, [qui]

Assalto allo Yemen. L'Impero dell'Ipocrisia

Toni Cartalucci, 26 marzo 2015, [qui]

Un ALBA per l'Europa

Intervista a Manlio Di Stefano M5S a cura di Alessia Lai e Francesca Dessì, 14 marzo 2015, [qui]

Gheddafi aveva previsto tutto

Ahmad Barkawi, 11 marzo 2015, [qui]

Perchè l'occidente odia Putin? La ragione segreta

Australian voice, 1 marzo 2015, [qui]

La strana alleanza tra Israele, Arabia Saudita e Al Qaeda

Robert Parry, 4 febbraio 2015, [qui]

Mai con la NATO, l'imperialismo, il PD (quindi neanche con capitan Padania)

Norberto Natali, 28 febbraio 2015, [qui]

! Perchè l'avanzata del fascismo è nuovamente il problema

John Pilger, 26 febbraio 2015, [qui]

Caso Nemtsov: i signori della guerra al lavoro in Russia e in occidente

Marco Bordoni, 2 marzo 2015, [qui]; vedi anche Russia, io non so chi ha ucciso Boris Nemtsov, Giulietto Chiesa 3 marzo 2015 [qui]

! Sull'orlo di un momento storico

Piotr, 27 febbraio 2015, [qui]

Comunismo, malattie infantili e fascisti del XXI secolo

Luca Donini, 20 febbraio 2015, [qui]; vedi anche Scomuniche e chiacchiere autoreferenziali? Non reggeranno!, Giulietto Chiesa, 18 febbraio 2015 [qui]

Renzi e Pinotti in Libia, ma per combattere la Russia

Comidad, 18 febbraio 2015, [qui]; vedi anche La Libia vittima dell'ONU, 12 febbraio 2015 [qui]

Le sanzioni occidentali e le percezioni russe

The Saker, 18 febbraio 2015, [qui]

! Benvenuti nel mondo reale!

Piero Pagliani, 17 febbraio 2015, [qui]

Lettera aperta ai cittadini che votano Pd

Pancho Pardi, 16 febbraio 2015, [qui]

L’inutile accordo voluto da tutti

The Saker, 13 febbraio 2015, [qui]

! La strategia del cane pazzo

Piotr, 11 febbraio 2015, [qui]

! La guerra è la sola igiene del mondo? Prospettive 2015

Piotr, 7 febbraio 2015, [qui]

[continua]    


9 maggio 1945 - 9 maggio 2015

K.Gossweiler   Il patto sovietico-tedesco del 1939
V. I. Ciuikov e altri   Lo scontro con il grosso delle forze dell'Asse
e la controffensiva che già nel 1941 faceva fallire il Blitzkrieg hitleriano
D. Losurdo   Stalin e la Grande Guerra Patriottica

STALIN
Discorso sul significato e le ragioni della vittoria
9 febbraio 1946



Scarica il file pdf

9 maggio 1945 - Per non dimenticare

CIVG Informa n.65

Dal luglio 1960 ai Black Bloc

Le riflessioni sui fatti del 1° maggio a Milano non necessariamente devono essere fatte a caldo. Anzi c'è da dire che le discussioni del giorno dopo sono di fatto scontate. Da una parte il punto di vista di chi si è sentito in guerra ed ha agito di conseguenza e dall'altra coloro che denunciano, più o meno apertamente, l'opera dei guastatori o meglio dei guastafeste che hanno schiacciato la libera espressione di massa di chi protestava contro l'Expo. Dire che è meglio una riflessione più ponderata sui fatti del 1° maggio che non le facili polemiche tra pacifisti e violenti, serve a capire cose che, per opportunismo o mancanza di idee chiare sugli obiettivi di quella giornata, vengono tenute in ombra.

Che cos'era dunque la giornata di Milano? Certamente non si poteva contrabbandare per celebrazione della festa dei lavoratori, questo era solo un pretesto, un'occasione per esprimere qualcosa di più attuale e concreto. E possiamo anche dire che quella di Milano non era in effetti una manifestazione sull'Expo, ma una sorta di resa dei conti con il renzismo rampante e fascistoide che attraverso l'avvenimento voleva esprimere la sua volontà di potenza e di autoesaltazione di regime.

Se vogliamo, possiamo esprimere questo concetto facendo la similitudine con il luglio 1960 quando l'antifascismo e le forze popolari che lo esprimevano scesero in piazza a partire da Genova contro il governo Tambroni appoggiato dal MSI. Ci furono diversi morti, a partire dai cinque di Reggio Emilia, ma lo scontro fu vincente, Tambroni cadde. Il luglio 1960 non fu una rivoluzione né preludeva ad una rivoluzione. Fu invece un moto popolare che colse la drammaticità di quella fase politica e reagì in una maniera adeguata.

Oggi ci troviamo in una fase simile. Non c'è solamente la conflittualità sociale per il rigore di Bruxelles e del governo italiano. Oggi siamo in presenza di uno stravolgimento politico-istituzionale che deve portare il nostro paese entro una gestione di democrazia congelata da forme di governo autoritarie e decisioniste per attuare le 'riforme' che gli USA e la UE ci impongono. Renzi è lo strumento spavaldo e pericoloso di questo progetto.

Quindi? La risposta è che dal 1° maggio a Milano ci si aspettava una cosa che non c'è stata. Le 'masse', in numero ridotto rispetto all'evento, sono arrivate senza idee chiare e senza una vera spinta a raggiungere l'obiettivo. In contrapposizione a questo si è verificata una immissione di apparati paramilitari, i black block, che hanno marcato una distanza abissale col resto della manifestazione, non solo, ma in definitiva la loro è stata una mera manifestazione di stile. Difatti sul piano militare, per così dire, la polizia è riuscita a creare una grande gabbia dentro la quale i 'militaristi' si sono sfogati, ma senza incrinare il controllo poliziesco e portare lo scontro popolare nel cuore della città. Dobbiamo anche ammettere che forse gli organizzatori 'politici' della manifestazione di Milano avevano programmato solo l'ennesima sfilata per ribadire il loro ruolo, al solito modo, ma così non si fa certo deragliare il treno del renzismo.

Bisognerà riflettere su queste cose e ritornarci sopra.

Aginform

14 maggio 2015


25 aprile, usciamo dalla retorica

Il fatto che in occasione del 70° anniversario del 25 aprile ci sia stata un'enfatizzazione della ricorrenza ha indubbiamente un valore antifascista che dopo decenni di revisionismo storico e di silenzi colpevoli coinvolge un po' tutti. Come si fa a distaccarsi da questo clima che sembra aprire non tanto una fase politica nuova, ma almeno una riaffermazione di identità, anche di fronte al nuovo ducetto che governa l'Italia? Ci rendiamo conto che è un'operazione difficile da compiere.

Però alcuni punti fermi dobbiamo pur metterli, per evitare di cadere nella retorica antifascista e nella mistificazione. La prima questione da sottolineare è che le nostre istituzioni 'democratiche' hanno utilizzato il 25 aprile per darsi una riverniciata dopo una fase di decadenza e di discredito. Indubbiamente non è Renzi ad aver cercato la strumentalizzazione. Renzi, come a suo tempo Berlusconi, non sa che farsene dell'antifascismo. Ritiene che è meglio parlare di Italicum, di articolo 18, di riforma del Senato per dare sostanza e visibilità alla sua azione. E' possibile invece che il rilancio dell'anniversario, il 70°, del 25 aprile sia dovuto più o meno consapevolmente all'ampia fronda al renzismo che anima l'area legata alla 'ditta' cioè agli eredi del PCI. Non è da escludere che la ricorrenza della sconfitta del nazifascismo abbia anche spinto settori democratici e di sinistra, quelli più moderati, a trovare uno sfogo al clima politico opprimente di questi anni. E' il popolo di Bella Ciao, per intenderci.

Il 70° non è stato però l'equivalente di un luglio '60, cioè una rivolta di massa contro la deriva autoritaria e antioperaia che caratterizza l'Italia. Tutt'altro. Esso è stato la riaffermazione di un clichè tutto occidentale, liberale e in sintonia con la versione americana della resistenza antifascista, il quale non indebolisce il potere, ma ne rafforza l'egemonia culturale identificando la lotta antifascista con la parola 'Libertà' e con la figura di liberatori che viene attribuita alle truppe americane. In questo modo la Resistenza diventa ostaggio della versione che ne viene data da chi condiziona l'informazione e gestisce le istituzioni. Allora bisogna imparare a dire le cose come stanno e prendere le distanze dai valori 'unitari' della Resistenza. Per noi essa è stata solo un momento tattico che i comunisti hanno scelto per combattere il nemico principale, il nazifascismo e determinare una nuova avanzata del movimento operaio e delle forze ad esso alleate. A questa avanzata l'imperialismo 'antifascista' ha contrapposto la guerra fredda, il ricatto nucleare, l'occupazione di fatto dei territori dove le truppe americane sono riuscite ad avanzare. Esse hanno subito messo in chiaro, in Italia come in Grecia ad esempio, da che parte stava il loro 'antifascismo', coi clericali di Pio XII, coi proprietari terrieri, con la finanza e la grande industria. Se gli spazi democratici sono rimasti aperti ciò è dovuto alla nuova resistenza operaia e democratica contro gli amici italiani delle truppe di occupazione. Anche la Costituzione è stata un momento di questa lotta, ma è rimasta una esercitazione letteraria che non ha trovato mai una vera applicazione. Per questo l'unità antifascista non ci può interessare oggi, dal momento che gli 'antifascisti' di regime sono quelli delle guerre umanitarie, della NATO, della grande finanza internazionale.

Aginform

26 aprile 2015


L'imperialismo e la tigre di carta

Che sul piano economico, militare e strategico il fronte imperialista che fa capo agli USA si trovasse in crisi è apparso evidente da molto tempo, anzi la sua crisi si può datare dai risultati dello scontro militare in Medio Oriente, dove è apparso evidente che, nonostante l'aggressività, la tigre di carta non è riuscita a prevalere. Quindi per tentare di reinserirsi nei giochi, gli USA hanno dovuto puntare prima sulle 'primavere' arabe e quando queste sono state spazzate via si sono adottate nuove tattiche. La divisione tra sciti e sunniti, la rivalutazione delle crociate antiterrorismo, l'uso del terrorismo nella vicenda siriana, l'ISIS in Iraq. Niente di tutto questo ha però funzionato.

La Siria è ancora in piedi, la Libia è terra di nessuno, il Califfato diventa protagonista di un'operazione di cui l'Arabia Saudita è entrata a gamba tesa per regolare i suoi conti con gli sciti e con l'Iran diventato troppo influente al punto di lambire la stessa penisola arabica. E' in questo contesto che Obama, messo alle strette da un'assenza totale di disegni strategici, ha maturato la sua svolta, puntando almeno in parte sulla carta politica e su operazioni che impedissero nell'immediato l'approfondimento delle contraddizioni in cui gli americani si stanno dibattendo. La trattativa con l'Iran sul nucleare e l'apertura delle relazioni con Cuba rientrano in questo contesto.

Ma esiste davvero un nuovo disegno strategico americano? Il campo è troppo minato perchè si possa determinare una ritirata per riprendere fiato. Il Medio Oriente è in fiamme e sembra quasi impossibile rimettere in piedi i cocci. Israele non solo agisce sulle contraddizioni, ma sfida Obama proprio negli USA per le sue aperture all'Iran. In Europa rimane aperta la ferita dell'Ucraina e lo scontro con la Russia. Su tutto quanto incombe una situazione economica dell'occidente capitalistico che non accenna a riprendersi, ma che anzi rimane pressata dal colosso cinese e dalla sua intrapredenza e dinamicità.

Quali sono dunque le prospettive?

Nonostante la drammaticidità della situazione, sul piano economico e militare siamo ancora nei tempi lunghi, dal momento che la tigre è impantanata e non riesce a trovare una via d'uscita. Per essere espliciti, bisogna rispondere a queste domande: gli Stati Uniti possono oggi entrare in guerra con la Russia? Con la voce grossa Putin non si smuove e quindi bisognerebbe adottare altri mezzi. E ancora, è possibile una pacificazione nell'area mediorientale e nel mondo islamico? Con quali mezzi e con quali obiettivi credibili? E infine su quale terreno si può determinare la ripresa del sistema occidentale dal momento che anche l'Europa è costretta a serrare i ranghi dietro la Merkel per non essere schiacciata sia dalla crisi americana che dalle contraddizioni che gli USA hanno scatenato coinvolgendo anche l'UE?

Quindi non si vedono schiarite e la nuova fase di aperture americane è, come si è detto, una pausa di riflessione prima di nuovi disastri. Per capire meglio possiamo immaginarci un purgatorio dove però bollono nuove contraddizioni e la cui prospettiva non è il paradiso, ma un inferno molto grande. A meno che le forze soggettive che lottano contro l'imperialismo non dimostrino un'efficacia che possa bloccare le previsioni peggiori.

Aginform

12 aprile 2015


 Cerca nel sito

 Note a margine

Associazione Stalin

Strumenti
per combattere
l'anticomunismo

Collegamenti
utili

L'editoriale
televisivo

Nuove Resistenze

Megachip




Comedonchisciotte


The Saker: ferma la guerra dell'impero contro la Russia


L'antidiplomatico
liberi di svelarvi il mondo


Osservatorio internazionale per i diritti

Russia
Today

[inglese]
[spagnolo]

Al Manar (Hezbollah)
[inglese]
[francese]
[spagnolo]

Siria e Libia

ALBA

Centro di Iniziative
per la Verità e la Giustizia

Presieduto da
Falco Accame

Le guerre USA-NATO
Global Research
[articoli in italiano]

Information Clearing House
[in inglese]

NO alla guerra
NO alla NATO

STOP NATO
Buona fonte di informazione
[in inglese]

Archivi di
AGINFORM
e della
FONDAZIONE PASTI

I quaderni di
AGINFORM