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AGINFORM

Foglio di Corrispondenza comunista


Contributi
di analisi
e dibattito

Guerra o pace nel Golfo persico

Marco Pondrelli, 20 luglio 2019, [qui]

Caracas, Vertice Mnoal: 120 paesi confermano il sostegno al presidente Maduro e la notizia è totalmente censurata

, 21 luglio 2019, [qui]

Lo sviluppo scientifico e tecnologico della Cina

Pierluigi Fagan, 21 luglio 2019, [qui]

"Moscopoli": un Attacco alla Democrazia

Marco Bordoni, 16 luglio 2019, [qui]

La corsa al dominio dello Spazio

Manlio Dinucci, 16 luglio 2019, [qui]

Ecoballe

Marco Travaglio, 9 luglio 2019, [qui]

Erdogan tra Mosca e Pechino

Mario Lombardo, 8 luglio 2019, [qui]

Sfatare le voci su un cedimento russo ad Israele

il Saker, 4 luglio 2019, [qui]

La congiura dei fatti

Marco Travaglio, 2 luglio 2019, [qui]

Verso le elezioni

Leonardo Mazzei, 28 giugno 2019, [qui]

La capitan fracassa

ilsimplicissimus, 27 giugno 2019, [qui]

Sea-watch 3: la provocazione perfetta

Sandokan, 27 giugno 2019, [qui]

Contagio turco e Calimero italiano

Giuseppe Masala, 15 giugno 2019, [qui]

Situazione operativa sui fronti siriani del 10-6-2019

Stefano Orsi [qui]

La Grande Colazione

Marco Travaglio, 18 giugno 2019, [qui]

La caduta dell'Aquila è vicina

Bruno Guigue, 22 maggio 2019, [qui]

Si parla molto (a sproposito) di piazza Tienanmen

E' un fiume di retorica anticomunista e anticinese. Un esempio per tutti: Corrado Formigli [qui]. Vediamo allora qualche analisi più seria Diego Angelo Bertozzi, 2016, [qui]; Tienanmen e dintorni: l'ingloriosa fine della prima rivoluzione colorata, Giambattista Cadoppi 7 giugno 2019 [qui]

Infliggere un colpo ai neonazisti in Ucraina

Ghennady Zyuganov, 7 giugno 2019, [qui]

Nervosismo fra i banchieri tedeschi per la proposta dei "minibot" approvata in Italia

Luciano Lago, 6 giugno 2019, [qui]

Russia e Cina rompono l'Ordine Mondiale USA

Luciano Lago, 6 giugno 2019, [qui]

Chi isola l'Italia accelera la fine dell'Unione Europea

Vladimiro Giacchè, 2 giugno 2019, [qui]

Riflessioni sul risultato elettorale del 26 maggio

Considerazioni sul voto europeo,
Francesco Garofalo [qui]
Sul risultato elettorale del Movimento 5 Stelle,
Omar Minniti [qui]
Il doppio risultato
P101 [qui]
Suicidio delle sinistre lemming
Carlo Formenti [qui]

I terroristi di Israele: gli Elmetti Bianchi ricevono un premio

Philip Giraldi, 6 maggio 2019, [qui]

Rand Corporation: come abbattere la Russia

Manlio Dinucci, 21 maggio 2019, [qui]

La caduta dell'aquila è vicina

Bruno Guique, 6 maggio 2019, [qui]

Google di Stato Vs Huawei di Frontiera

Fabio Massimo Parenti, 23 maggio 2019, [qui]

Situazione operativa sui fronti siriani al 15-5-2019

Stefano Orsi, [qui]

"Progettare un futuro globale senza l'Occidente." Il direttore dei Servizi esteri russo alla Conferenza Internazionale sulla sicurezza di Mosca 2019

Sergei Naryshki, 25 aprile 2019, [qui]

Il Forum di Pechino della Belt & Road Initiative, e il modo in cui i 'rapporti' occidentali stanno diffamando la Cina

Andre Vitchek, 25 aprile 2019, [qui]

Attenzione! Stanno preparando la guerra contro l'Iran

Giulietto Chiesa, 15 maggio 2019, [qui]

Trump messo sotto scacco da 20 pacifisti

Patrick Boylan, 9 maggio 2019, [qui]; vedi anche il video di Roger Waters, 11 maggio 2019, [qui]

Facebook e le fake news. Ma le pagine che rilanciano le bufale per giustificare le "guerre umanitarie"?

Francesco Santoianni, 13 maggio 2019, [qui]; vedi anche "Sergio Mattarella e le fake news contro la Siria" [qui]

Franco CFA: tutto quello che avreste sempre voluto sapere e non avete mai osato chiedere

Thomas Fazi, 11 maggio 2019, [qui]

Russia e Siria iniziano la battaglia per liberare la provincia di Idlib

Stephen Lendman, 7 maggio 2019, [qui]

L'Associazione Stalin: un sito sulla storia del movimento comunista internazionale

Intervista a cura di Francesco Fustaneo, 8 maggio 2019, [qui]

La locomotiva USA della spesa militare

Manlio Dinucci, 7 maggio 2019, [qui]

Dentro la realtà: decadenza, caos sistemico, Europa

Piotr, 7 maggio 2019, [qui]

Il partenariato Italia-Cina nella Nuova Via della Seta

Conferenza al Senato, 10 maggio 2019, [qui]

Giornalismo acquiescente e Ramadan di sangue in Palestina

Patrizia Cecconi , 5 maggio 2019, [qui]

Venezuela, la testimonianza di Pino Arlacchi da Caracas: "E' tutto tranquillo. Maduro è più forte e Guaidò si è screditato: l'Ue deve capirlo"

Salvatore Cannavò, 1 maggio 2019, [qui]

Ammirate l'incredibile debolezza dell'Impero!

Il Saker, 1 maggio 2019, [qui]

Trump sanzioni all'Iran e sovranità dell'Italia

Associazione Indipendenza, 27 aprile 2019, [qui]

Ti conosco mascherina (sugli attentati di Pasqua a Sri Lanka)

Pierluigi Fagan, 25 aprile 2019, [qui]

La nuova via della seta Un progetto per molti obiettivi

Vladimiro Giacchè, 28 aprile 2019, [qui]

L'assedio al M5S e le tensioni con la Lega

Il metodo Raggi, Marco Travaglio, 23 aprile 2019 [qui]; Dieci domande a Salvini, 21 aprile 2019 [qui]

Situazione operativa sui fronti siriani

Stefano Orsi, 18 aprile 2019, [qui]

La Nuova Era cinese tra declino Usa e debolezze Ue

Alberto Bradanini, 9 aprile 2019, [qui]

Parola di Landini

Andrea Zhok, 9 aprile 2019, [qui]

Miseria e ipocrisia dell'intellettualità italiana di fronte all'arresto di Assange

Giulietto Chiesa, 12 aprile 2019, [qui]

Era la stampa, bellezza. Si è uccisa. Dal Russiagate al Russiaflop e all'arresto di Assange

Fulvio Grimaldi, 12 aprile 2019, [qui]

Dichiarazione di Firenze per un fronte internazionale NATO-Exit

7 aprile 2019, [qui]

L'infantilizzazione dell'Informazione

Giuseppe Masala, 10 aprile 2019, [qui]

Una rabbia dilagante. Sondaggi Swg: in Europa sfiducia verso la politica e sospetto verso il modello capitalista

Claudio Paudice, 11 aprile 2019, [qui]

70 anni di propaganda, crimini e ipocrisie - Happy Birthday, 'dear' NATO!

Alessio Trovato, 3 aprile 2019, [qui]

La Santa Democrazia

Da Scemi di guerra Sonia Savioli, [qui]

Pochi pensieri a caldo sul primo turno delle elezioni presidenziali in Ucraina

Il Saker, 3 aprile 2019, [qui]

Redistribuzioni

Andrea Zhok, 4 aprile 2019, [qui]

L'economia reale è sulla Via della seta

Pino Arlacchi, 27 marzo 2019, [qui]

Uscire dal sistemadi guerra

Invito al convegno internazionale per i 70 anni della NATO, Firenze, 7 aprile (video) [qui]

24 Marzo 1999 - Marzo 2019: per non dimenticare

Enrico Vigna, marzo 2019, [qui]

24 marzo 1999: Come l'Italia conquistò lo "status di grande paese"

Manlio Dinucci, 22 marzo 2019, [qui]

A vent'anni dalla guerra contro la Jugoslavia, intervista di Enrico Vigna a Zivadin Jovanovic

marzo 2019, [qui pdf]

La cooperazione italo-cinese e la via del diavolo

Francesco Maringiò, 21 marzo 2019, [qui]

Un paese incateNATO

Dal nuovo giornale "Sovranità popolare" n. 1 febbraio 2019

Francesco Cappello, [qui]

Pino Arlacchi - Cina, è via della seta o via dell'ignoranza?

Pino Arlacchi, 21 marzo 2019, [qui]

Lorenzo Orsetti e Luca Casarini: due eroi del tempo non nostro

Fulvio Grimaldi, 20 marzo 2019, [qui]

Cina, Italia, Europa

I fatti Pierluigi Fagan, 21 marzo 2019, [qui] vedi anch: il messaggio di Xi Jinping all'Italia [qui] e il testo dell'accordo che sarà firmato [qui]

Dall'ecobuonismo all'ecosocialismo

Andrea Zhok, 16 marzo 2019, [qui]

Vieni avanti gretino*

Marco Travaglio, 16 marzo 2019, [qui]

Accordo Italia-Cina: un'occasione storica per gli interessi del nostro popolo

Mauro Gemma, 12 marzo 2019, [qui]

Gli Stati Uniti puntano su Trieste. E ora vogliono escludere i cinesi

Lorenzo Vita, 8 marzo 2019, [qui] vedi anche: Il governo apre alla Nuova Via della Seta. Ma gli Usa dicono "no", 6 marzo 2019 [qui]

La TAV non s'ha da fare

Nicoletta Forcheri, 8 marzo 2019, [qui]

I vescovi danno del "parassita"a chi è povero

Silvia Truzzi, 8 marzo 2019, [qui]

Bernie Sanders: quale socialismo?

Mark Epstein, 4 marzo 2019, [qui]

Su PD, media e altro ancora

Mauro Gemma, 3 marzo 2019, [qui]

Lettera di un giovane economista ai critici del reddito di cittadinanza

Gabriele Guzzi, 12 febbraio 2019, [qui]

Il tour asiatico di Mohamed bin Salman in cerca nuovi sostegni

Piccole Note, 27 febbraio 2019, [qui]

Da Madero a Maduro: un insegnamento dalla Rivoluzione Messicana per il Venezuela del 21° secolo

Martin Sieff, 21 febbraio 2019, [qui]

Venezuela: golpe contro la sovranità democratica

David Insaidi , 21 febbraio 2019, [qui]

Il grande imbroglio sul Venezuela

Pino Arlacchi, 23 febbraio 2019, [qui]

Un laboratorio per ricostruire una strategia di cambiamento

Domenico Moro, 21 febbraio 2019, [qui]

Il Trattato di Aquisgrana e la fine dell'Europa politica

Domenico Moro, 21 febbraio 2019, [qui]

Aree di crisi nel mondo

Stefano Orsi, 22 febbraio 2019, [qui]

Pablo Sepulveda Allende, nipote di Salvador, contro la sinistra imperiale cilena e mondiale

23 febbraio 2019, [qui]

Che lezione si dovrebbe trarre dalle falsità accreditate dalla BBC sulla Siria?

Liu Xin, China Global Television Network, 15 febbraio 2019, [qui]

Grecia 2015: La testimonianza di Yanis Varoufakis che lo condanna - I negoziati segreti e le speranze deluse

Eric Toussaint, 8 febbraio 2019, [qui]; originale francese dal sito del Comitato per l'abolizione dei debiti illegittimi CADTM [qui]

Il Saker intervista Jorge Valero, Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela

19 febbraio 2019, [qui]

A chi serve ora la nuova NATO araba?

Margherita Furlan, 19 febbraio 2019, [qui]

L'indipendenza di Bankitalia è sacra. Tranne una volta

Maurizio Blondet, 13 febbraio 2019, [qui]; vedi anche "La Cia riscrive la storia di Bankitalia" Il simplicissimus, 16 febbraio 2019 [qui]

Ucraina, la NATO nella Costituzione

Manlio Dinucci, febbraioscale 2019, [qui]

Il bruto

Michel Onfray, 4 febbraio 2019, [qui]

L'Italia salva la dignità dell'Europa sulla prepotenza Usa in Venezuela

Strategic Culture, 8 febbraio 2019, [qui]

La batosta abruzzese e il resto del mondo

Piotr, 14 febbraio 2019, [qui]

Ecco perchè la ricca comunità italiana vuole il golpe

Sandro Pescopagano, 11 febbraio 2019, [qui]

Venezuela: il tempo lavora per Maduro

Tom Luongo, 2 febbraio 2019, [qui]

C'è anche del razzismo nel tentativo di golpe in Venezuela

Moon of Alabama, 9 febbraio 2019, [qui]

Washington, la ragione della forza

Manlio Dinucci, 5 febbraio 2019, [qui]

Franco Cfa, "Per Macron si può uscire? Chi ci prova viene fatto fuori. Ora si pubblichino accordi di decolonizzazione"

Otto Bitjoka, 8 febbraio 2019, [qui]; in preparazione una manifestazione nazionale delle comunità africane in Italia il 2 marzo [qui]

Incontro con i golpisti venezuelani: Moavero peggio di Salvini. Alla Farnesina addirittura il fuggiasco Ledezma

L'Antidiplomatico, 11 febbraio 2019, [qui]

Venezuela, giorni decisivi

Fabrizio Casari, 7 febbraio 2019, [qui]

Commenti sulla manifestazione di Cgil Cisl Uil

9 febbraio 2019
Ugo Boghetta, [qui]
Mauro Gemma, [qui]
Anna Lombroso, [qui]
Fulvio Grimmaldi, [qui]
Pasquale Tridico, 9 febbraio 2019, [qui]

"Come ultimo rapporteur Onu in Venezuela vi dico: nessuna crisi umanitaria e le sanzioni di Stati Uniti e Unione Europea sono omicidio premeditato"

Alfred de Zayas, 10 febbraio 2019, [qui]

Le foibe e il "giorno del ricordo" (10 febbraio)

Alessandro Pascale, 7 febbraio 2019, [qui]; sulla cancellazione della storia e le falsità propagate in nome del "ricordo" si veda la documentazione raccolta [qui]

Gli economisti erranti

, 2019, [qui]

Sandro Arcais, 4 febbraio 2019, [qui]

Umiliazione e vassallaggio

Piotr, 6 febbraio 2019, [qui]

Il potere dei più buoni

Video di documentazione dell'incontro svoltosi a Bologna con l'autrice di 'ONG. Il cavallo di Troia del capitalismo globale' , Sonia Savioli, 19 gennaio 2019 [qui]

Landini: l'esordio diversamente convincente in CGIL

Andrea Scanzi, 5 febbraio 2019, [qui]

La UE, il Venezuela, la crisi sistemica e la guerra mondiale a settori

Piotr, 2 febbraio 2019, [qui]

Venezuela, il popolo scende in piazza a sostegno di Maduro e contro il golpe. Le immagini censurate in Italia

2 febbraio 2019, [qui]

Venezuela, 4 immense mobilitazioni popolari contro il Golpe Usa nella giornata di ieri. 4 vergognose censure

2 febbraio 2019, [qui]

La Santa Democrazia

Sonia Savioli [qui]

Alzando lo sguardo

Andrea Zhok, 1 febbraio 2019, [qui]

Lavorare da morire

Anna Lombroso, 31 gennaio 2019, [qui]

Santiago-Caracas-Italia: Tutti i nodi vengono al pettine: fascisti e sinistra uniti a favore del golpe in Venezuela. Salvini, Meloni, Zingaretti, Renzi e ovviamente Saviano, assieme in favore dei golpisti

Piero Pagliani, 27 gennaio 2019, [qui]

I 5 Stelle denudano re Macron, Merkel lo riveste. Aquisgrana: risorge Carlo Magno e muore l'UE

Fulvio Grimaldi, 24 gennaio 2019, [qui]

Sovranisti, populisti e pure rossobruni: fai il bravo, o ti viene aprendere Orban

Fulvio Grimaldi, 20 gennaio 2019, [qui]

Giù le mani dal Venezuela

Civg, 24 gennaio 2019, [qui]

L'appello di Maduro al popolo del Venezuela, deciso a restare indipendente

Geraldina Collotti, 25 gennaio 2019, [qui]

Le crocerossine del vecchio regime

Tommaso Merlo, 25 gennaio 2019, [qui]

Ucraina. Kiev, capitale mondiale dell'odierno neonazismo in Europa

Enrico Vigna, 15 gennaio 2019, [qui]

Trump juega con fuego

Atilio A. Boron, 24 gennaio 2019, [qui]

I 3 fattori che spiegano la storica resistenza del governo e del popolo venezuelano

Omar Minniti, 24 gennaio 2019, [qui]

Il fiato di Trump sul collo del Venezuela

Geraldina Colotti, 24 gennaio 2019, [qui]

La 'Grande Albania', un rifugio sicuro per il jihadismo internazionale

Margherita Furlan, 24 gennaio 2019, [qui] oppure [qui]

¡Váyanse al carajo Yankee de mierda!

Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana, 24 gennaio 2019, [qui]

Il Venezuela bolivariano sotto attacco

Giusi Greta Di Cristina, 23 gennaio 2019, [qui]

Sostegno al golpista venezuelano anche a Treviso. Chi sono gli organizzatori: neofascisti? leghisti? No è lo SPI CGIL!

23 gennaio 2019, [qui]

Sul colonialismo francese in Africa

Dalla pagina FB diManlio Di Stefano, 23 gennaio 2019, [qui]

Il Manifesto (e non solo): le simpatie neocolonialiste della "sinistra" imperiale finalmente smascherate

Omar Minniti, 23 gennaio 2019, [qui]

Franco Cfa.... la "sinistra radicale" che difende Macron (e l'imperialismo)

Mauro Gemma, 22 gennaio 2019, [qui]; vedi anche i commenti e il dibattito [qui]

Siria e la licenza di uccidere di Israele

Manlio Dinucci, 22 gennaio 2019, [qui]

Decolonizzazione dell'Africa e questione migratoria

Otto Bitjoka, Unione Comunità Africane in Italia, 21 gennaio 2019, [qui]

"Basta ipocrisie, persone partono perché Francia continua ad avere colonie e a impoverire l'Africa"

Luigi Di Maio, 20 gennaio 2019, [qui]

Sì Tavor

Marco Travaglio, 19 gennaio 2019, [qui]; vedi anche "Il 'partito dei rosiconi' che ridicolizza il reddito di cittadinanza", Tommaso Rodano, [qui]

Il caso Battisti. Una sintesi

Valerio Evangelisti, 9 febbraio 2011, [qui]

Il Caso Battisti e l'approccio semi-colto agli Anni di Piombo: un processo in atto di obliterazione della memoria storica

Riccardo Paccosi, 13 gennaio 2019, [qui]

Ucraina e Brasile: se in due paesi torna l'alleanza fra neoliberismo ed estrema destra, occorre aggiornare alcune analisi

Riccardo Paccosi, 23 ottobre 2018, [qui]

Venezuela. Roma, in ambasciata con Maduro

Geraldina Colotti, 11 gennaio 2019, [qui]

I troll russi? Erano americani

Davide Malacaria, 10 gennaio 2019, [qui]

L'Italia e la UE votano per i missili in Europa

Manlio Dinucci, 11 gennaio 2019, [qui]

L'inizio dell'anno: il presidente brasiliano Bolsonaro si è mosso

Piotr, 10 gennaio 2019, [qui]

L'ideologia antistatalista e l'autodistruzione delle sinistre

Carlo Formenti, 7 gennaio 2019, [qui]

La fiction di Russia, Ucraina e gli Accordi di Minsk

Intervista a IshchenkoPepe Escobar, 18 dicembre 2018, [qui]

Riaprirà presto l'ambasciata italiana a Damasco?

Notizie stampa in inglese da Soth Front 7 gennaio 2019, [qui]

Recensione del libro di Alessandro Somma "Sovranismi"

Vladimiro Giacchè, 3 gennaio 2019, [qui]

Dal 2018 al 2019 - una rapida rassegna di alcune tendenze

Il Saker, 3 gennaio 2019, [qui]

Nord Corea: Discorso di Capodanno di Kim Jong Un

"Grazie ai nostri sforzi attivi e positivi, una corrente orientata verso la pace è stata creata sulla penisola coreana" [qui]

Hanno ucciso tutte le conquiste dei lavoratori: chi sia stato non si sa

Cesare Allara, 19 dicembre 2018, [qui]

ONG. Il cavallo di Troia del capitalismo globale

Incontro a Bologna con Sonia Savioli Belzebò, 19 gennaio 2019, [qui (FB)]

Un gruppo di hacker minaccia di rivelare la verità sull'11 settembre

Massimo Mazzucco, 2 gennaio 2019, [qui]

La Cina e la luna

Pino Cabras, 4 gennaio 2019, [qui (FB)]

Bandire Huawei sarebbe una mossa sbagliata per gli alleati USA

Wen Sheng - Global Times, 19 dicembre 2018, [qui]

Eruzioni di bava

Marco Travaglio, 3 gennaio 2019, [qui]

I 5 principali Paesi che scelgono di abbandonare il dollaro USA e le ragioni della loro mossa

Russia Today, 2 gennaio 2019, [qui]

Debito Pubblico: le Fondamenta del nostro Benessere

Amos Pozzi, 3 gennaio 2019, [qui]

L'attacco israeliano in Siria

Il servizio di Russia Today in lingua spagnola , 26 dicembre 2018, [qui]; il comunicato del ministero della difesa russo [qui]

L'11 Settembre (2001) smascherato

Giulietto Chiesa, 11 dicembre 2018, [qui]

Ucraina: il pugnale dell'impero americano puntato contro la Russia

Stephen Lendman, 25dicembre 2018, [qui]

Trump e questione siriana. Dietro c'è una lotta in seno al'impero USA

Piotr, 24 dicembre 2018, [qui]

La resa americana in Siria

Stefano Orsi, 22 dicembre 2018, [qui]

Intervento sulla manovra economica al Senato

Alberto Bagnai, 21 dicembre 2018, [qui]

Accordo tra governo e Commissione Europea, ecco chi ha vinto e chi ha perso

Luca Telese, 20 dicembre 2018, [qui]

In Siria l'intera nazione si è mobilitata e ha vinto

Andre Vitchek, 11 dicembre 2018, [qui]

Gli USA si ritirano dalla Siria: la "sinistra imperiale" si preoccupa

Mauro Gemma, , FB [qui]

Uno stato che spia per uno stato che mente: cosa rivelano i files di Lockerbie sulle menzogne del volo MH17

John Helmer, 2 dicembre 2018, [qui]

La questione sino-americana o della lunga transizione multipolare

Pierluigi Fagan, 15 dicembre 2018, [qui]

Gilet gialli: solo fiammata o incendio europeo?

Maurizio Ballistreri, 12 dicembre 2018, [qui]

L'Imbecille Globale

Marco Travaglio, 12 dicembre 2018, [qui]

Bernard-Henri Levy e la rivolta "corretta"

Vladimir Kornilov, 10 dicembre 2018, [qui]

Gilet gialli: "Macron ha mani e piedi legati dall'Unione europea"

Coralie Delaume, 6 dicembre 2018, [qui]

Ammanettati, in ginocchio e faccia al muro

Rai News, 7 dicembre 2018, [qui]

Gli investimenti pubblici e il "partito del PIL"

Leonardo Mazzei, 6 dicembre 2018, [qui]

Le regole

Alberto Bagnai, 2 dicembre 2018, [qui]

Parla la forza - verrà sparato a tutti gli aerei, le navi e le truppe che si avvicineranno alla frontiera russa con intenzioni ostili

John Helmer, 28 novembre 2018, [qui]

Ricostruire il patrimonio del popolo: la "proprietà pubblica"

Paolo Maddalena, 23 novembre 2018, [qui]

Il partito dei Pirl

Tommaso Merlo, 4 dicembre 2018, [qui]

Cosa vogliono e cosa sono i gilet gialli

PARDEM, 30 novembre 2018, [qui]; originale francese "Vivent les Gilets jaunes !" [qui]

"Potere al popolo": Delle due, l'una

Leonardo Mazzei, 3 dicermbr 2018, [qui]

Lettera aperta a Marco Travaglio sulla politica estera raccontata dal Fatto Quotidiano

Giorgio Bianchi, 29 novembre 2018, [qui]

Il debito globale è al suo apice e l'Italia sta meglio di quanto si creda

Marcello Minenna, 28 novembre 2018, [qui]

Una lettera di Jean-Claude Michéa sul movimento dei gilet gialli

26 novembre 2018, [qui]

Lingotti "bloccati" da Bank of England e FED. Oro, il «giallo» delle riserve auree che le banche centrali non riescono a recuperare

Alessandro Plateroti, 30 novembre 2018, [qui]

Venezuela: sanzioni economiche e manipolazione migratoria

Katu Arkonada , 25 novembre 2018, [qui]

Democrazia con caratteristiche cinesi

Fabio Massimo Parenti, 27 novembre 2018, [qui]. Vedi anche la prima parte "Introduzione al sistema politico cinese" [qui]

Poroshenko impone la legge marziale nel silenzio tombale degli antifà italiani

Omar Minniti, 27 novembre 2018, [qui]

Nobiltà decaduta: l'Economia francese fra Ambizioni tedesche e Realtà mediterranea

Amos Pozzi, 29 novembre 2018, [qui]

Piccolo riassunto di cronache recenti

Norberto Natali, 28 novembre 2018, [qui]

Sull'ultima provocazione ucronazista nello Stretto di Kerc'

Il Saker, 26 novembre 2018, [qui]

Utili idioti

Carlo Formenti, 25 novembre 2018, [qui]

Rome-Med, l'Italia alla corte di Lavrov

Umberto De Giovannangeli, 23 novembre 2018, [qui]

Il Partito, finalmente!

Mimmo Porcaro, 20 novembre 2018, [qui]

Secondo il Pentagono Cina e Russia minacciano "l'ordine internazionale libero e aperto" instaurato da USA e NATO dopo il 1945

Manlio Dinucci, 20 novembe 2018, [qui]

Gilet-jaunes: ecco cosa ne pensa France Insoumise

Jean-Luc Mélenchon, , [qui]; vedi anche: "Le mouvement révolutionnaire en jaune" [qui] lundi 19 novembre 2018

Europa. Il gioco del cerino dei poteri in crisi

Giuseppe Masala, 20 novembre 2018, [qui]

GiletsJaunes très forte mobilisation populaire pour le pouvoir d'achat, contre l'injustice

Pôle de Renissance Communiste en France, 19 novembre 2018, [qui]

Riprendiamoci il debito pubblico

Loris Virgadaula, 16 ottobre 2018, [qui]

Diamoci una mossa: lettera aperta al sovranismo costituzionale

Rinascita, 19 novembre 2018, [qui]

Il fascismo che piace all'UE: i nazisti di Kiev cercano di cancelllare la storia dell'Ucraina [titolo nostro]

Marinella Mondaini , 6 novembre 2018, [qui]

Verdi come i dollari di Soros?

Nando Rossi, 4 novembre 2018, [qui]

Dell'Euro e di altri Demoni

Amos Pozzi, 15 novembre 2018, [qui]

Carenza di fosforo

Marco Travaglio, 15 novembre 2018, [qui]

Libia, sette anni di sventura

Manlio Dinucci, 13 novembre 2018, [qui]

La Guerra Fredda Nascosta

Marco Trombino, 14 novembre 2018, [qui]

Come la Francia piega l'Africa con il franco CFA

Mohamed Konarè, 6 novembre 2018, [audio] [qui]

Da chi vengono gli allarmi

Alberto Bagnai, 13 novembre 2018, intervento a 'Radio anchio' [qui]

La banda del buco

Marco Travaglio, 14 novembre 2018, [qui]; vedi anche "Il giornalone unico in piazza a Torino nel nome degli affari", Marco Palombi, 12 novembre 2018 [qui]

E' partita la difesa corporativista del sistema mediatico

Alessandro Di Battista, 13 novembre 2018, [qui]

Dal successo di Palermo potrebbe nascere un nuovo ordine politico ed internazionale

Filippo Bovo, 13 novembre 2018, [qui]

Donbass: le Repubbliche Popolari al voto

Dario Bianzani, 13 novembre 2018, [qui]

I prossimi due anni americani

Pierluigi Fagan, 7 novembre 2018, [qui]

Un importante diplomatico russo conferma: "La Russia si sta preparando alla guerra" - c'è qualcuno in ascolto?

il Saker, 2 novembre 2018, [qui]

Salvini scelga chi preferisce: "Salvi o Salvini"

Marco Travaglio, 6 novembre 2018, [qui]

La carovana dei migranti honduregni e altro...

Alessandro Di Battista, 5 novembre 2018, [qui]

Il prezzo dell'abbraccio con Salvini

Tommaso Merlo, 2 novembre 2018, [qui]

Da fascista, a sincero democratico: "la Casta del Capitano"

Marco Travaglio, 2 novembre 2018, [qui]

TAP: Alcune (impopolari) considerazioni

Francesco Santoianni, 1 novembre 2018, [qui]

TAP: Questo affare puzza non solo di gas

Pierluigi Fagan, 30 ottobre 2018, [qui]

America Latina: chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso

Carlo Formenti, 29 ottobre 2018, [qui]

Perché sono tutti contro l'Italia: smantella due ricatti: povertà e finanza perpetua

Guido Salerno Aletta, 26 ottobre 2018, [qui]

Molti dicono alla Commissione UE: "Siete pazzi a sfidare l'Italia?"

Maurizio Blondet, 27 ottobre 2018, [qui]; vedi anche "IL RE E' NUDO!, ha detto l'Italia", [qui]

Perché l'isteria sul Def italiano non ha senso

Orsola Costantini, 10 ottobre , [qui]

Sovranità e dominio monetario ai tempi di Draghi

Pino Cabras, 28 ottobre 2018, [qui]

Tridente NATO da Napoli al Nord Atlantico

Manlio Dinucci, 24 ottobre 2018, [qui]

La Casa Bianca prepara il ritorno degli euromissili

Manlio Dinucci, 23 ottobre 2018, [qui]

Dijsselbloem: l'ultima dichiarazione di guerra della UE contro l'Italia

Rinascita, 24 ottobre 2018, [qui]

"Caro Moscovici". Lettera aperta di un cittadino europeo (almeno per il momento)

24 ottobre 2018, [qui]

Dietro il rating, i conflitti d'interessi. È l'ora di portarli in Tribunale

Glauco Benigni, 23 ottobre 2018, [qui]

La RAI si scusi per aver calunniato la Russia

Marco Bordoni, 23 ottobre 2018, [qui]

Il pesidete Mattarella e l'articolo 97

Eros Cococcetta, 10 ottobre 2018, [qui]

Dopo una sconfitta umiliante, la NATO e la UE provano ad alterare la realtà in Macedonia

Aleksandar Pavic, 3 ottobre 2018, [qui]

La sinistra europea sta morendo: e se lo merita

Aldo Giannuli, 15 ottobre 2018, [qui]

Lo sciopero fantasma del 26 ottobre

Leonardo Mazzei, 17 ottobre 2018, [qui]

Fascismo in salsa francese

Maurizio Blondet, 16 ottobre 2018, [qui]

Sul convegno "Italia al bivio: da che parte va la sinistra?"

Programma 101, 15 ottobre 2018, [qui]

Sull'accordo fra PSOE e Podemos

Carlo Formenti, 15 ottobre 2018, [qui]

Risolvere il caso Khashoggi sarà una cosa seria

Moonofalabama, 14 ottobre 2018, [qui]

L'Euro, l'Europa, L'Italia e il Mondo grande e terribile

Giuseppe Masala, 11 ottobre 2018, [qui]

Il pericoloso gioco dell'Unione europea

Evans-Pritchard, 3 ottobre 2018, [qui]

Il mondo di ieri e quello di domani

Mimmo Porcaro, 13 ottobre 2018, [qui]

Dossier su Aufstehen

Carlo Formenti, 12 ottobre 2018, [qui]

UE: il NON mercato e la NON moneta

Nicoletta Forcheri, 7 ottobre 2018, [qui]

Prodi, ovvero il pifferaio stonato

Carlo Formenti, 8 ottobre 2018, [qui]

Economisti con la memoria corta

Sollevazione, 4 ottobre 2018, [qui]

La prova del nove: indagine sulle sinistre e il DEF

Leonardo Mazzei, 1 ottobre 2018, [qui]

Ecco la verità inconfessabile della guerra al Governo: La questione del deficit italiano sta scoperchiando la truffa europea del debito pubblico

Francesco Amodeo, 3 ottobre 2018, [qui]

Un sovranismo democratico per un nuovo europeismo

Alessandro Somma, 1 ottobre 2018, [qui]

Il governo "fascista" mantiene le promesse... - Bekaert: accordo nella notte

Marco Gasperetti, 3 ottobre 2018, [qui]

Emiliano Brancaccio e Benito Mussolini

Sollevazione, 28 settembre 2018, [qui]

Paolo Savona, il ministro per gli affari europei, spiega i dettagli del documento approvato dal governo

Paolo Savona, 30 settembre 2018, [qui]

Il nostro lato della barricata

Moreno Pasquinelli, 28 settembre 2018, [qui]

Nuovi documenti sulle conversazioni Eltsin-Clinton espongono ulteriormente le "interferenze" americane nella politica russa

Clara Weiss, 22 settembre 2018, [qui] (Consigli per la lettura: al posto di "burocrazia staliniana" leggere "i traditori del socialismo sovietico", NdR)

Il tramonto del Pd? Un'ottima cosa per il Paese

Carlo Formenti, 25 settembre 2018, [qui]

La Russia stabilirà una zona interdetta al volo non ufficiale sulla Siria

Il Saker, 24 settembe 2018, [qui]

I 100 giorni del governo giallo-verde

Leonardo Mazzei, 20 settembre 2018, [qui]

La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati africani

Tino Oldani, 21 agosto 2018, [qui]

Conto alla rovescia per l'attacco chimico false flag nella provincia di Idlib?

Piotr, 19 settembre 2018, [qui]

Perché nessuno 'a sinistra' condanna il nuovo attacco alla Siria?

Francesco Santoianni , 20 settembre 2018, [qui]

La nuova cortina di ferro

Manlio Dinucci, 18 settembre 2018, [qui]

Le opzioni di risposta russe all'ultima provocazione israeliana

Il Saker, 19 settembre 2018, [qui]

La guerra in Siria e chi è davvero responsabile del "clima da anni '30" in Europa

Riccardo Paccosi, 18 settembre 2018, [qui]

Siria sotto attacco

17 settembre 2018, [qui]

Spoiler cinese per Di Maio

("spoiler" = rivelazione della trama di una storia, NdR) Nell'imminenza del viaggio di Di Maio in Cina Pino Cabras, 16 settembre 2018, [qui]

Il documento inviato dal ministro Paolo Savona a Bruxelles

12 settembre 2018, [qui]; sunto in video [qui]

Sinistra e sovranismo, le fake news del Manifesto

Carlo Formenti, 11 settembre 2018, [qui]

Torri gemelle e pecore elettriche

Piotr, 12 settembre 2018, [qui]

In Italia la più grande polveriera Usa

Manlio Dinucci, 11 settembre 2018, [qui]

Recensione del libro di David Ray Griffin "The American Trajectory: divine or demonic?" (La traiettoria degli USA: divina o demoniaca?)

Edward Curtin, 11 settembre 2018, [qui]

Cosa sapete degli attentati dell'11 settembre?

Massimo Mazzucco, 11 settembre 2018, [qui]

Situazione operativa sui fronti siriani al 9-9-2018

Stefano Orsi, [qui]

I neoliberali, radical-arcobaleno, pasdaran del neoliberismo

Riccardo Paccosi, 9 settembre 2018, [qui]

Il risveglio anti-dollaro potrebbe essere più rude del previsto ed arrivare prima di quanto la maggior parte degli economisti preveda

Gal Luft, 29 agosto 2018, [qui]

Situazione operativa sui fronti siriani al 4-9-2018

Stefano Orsi, [qui]

Assassinio di Aleksandr Zakharcenko: chi ha armato la mano di Kiev

Fabrizio Poggi, 3 settembre 2018, [qui]

Marchionne, la vera storia

Carlo Formenti, 28 agosto 2018, [qui]

Sul traffico "umanitario" di esseri umani

Fred Kuwornu, 14 luglio 2018, [qui]

Tutto ciò che non va con la vostra stupida e ipocrita "immigrazione"

"si fa sempre leva sull'immigrazione clandestina spacciandola come fenomeno epocale quando in realtà è crimine organizzato transnazionale che va contrastato con tutte le forze"Ian Ssali, 30 luglio 2018, [qui]

Libia. Ma quali foto hanno mostrato al Pontefice?

Francesco Santoianni, 29 agosto 2018, [qui]

Ponti crollati e ponti bombardati

Manlio Dinucci, 28 agosto 2018, [qui]

Potere al Popolo, Bonino e PD, a Milano uniti appassionatamente

Francesco Santoianni, 28 agosto 2018, [qui]

La Comunità Eritrea sulla situazione della nave Diciotti

25 agosto 2018, [qui]

Migranti, il vero problema dell'Italia è la politica dell'Unione europea

Fulvio Scaglione, 25 agosto 2018, [qui]

C'era una volta un paese bello...

Daniele Pergamo, 21 agosto 2018, [qui]

Nazionalizzeranno o non nazionalizzeranno i 5 Stelle?

Mauro Gemma, 22 agosto 2018, [qui]

La privatizzazione dei servizi pubblici nel Regno Unito: storia di un fallimento

John McDonnell, 6 giugno 2017, [qui]

Sovranità democratica e internazionalismo autentico

Sergio Cesaratto, 22 agosto 2018, [qui]

Tre misteri sul crollo del ponte Morandi

Roberto Quaglia, video, 18 agosto 2018, [qui]

L'Unione bancaria europea e i problemi delle banche italiane

Vladimiro Giacchè, 19 luglio 2017, [qui]

Terrorismo United Colors

Ivana Fabris, 19 agosto 2018, [qui]

Autostrade, ora il governo rinazionalizzi l'intera rete

Paolo Becchi, Giuseppe Palma, 18 agosto 2018, [qui]

Tutti in piazza per la rescissione della convenzione con Atlantia?

Francesco Santoianni, 18 agosto 2018, [qui]

Venezuela. Anche un italiano nell'attacco a Maduro

Geraldina Colotti, 8 agosto 2018, [qui]; vedi anche: Maduro avvia le riforme economiche. E il popolo scende in piazza a sostenerle, 16 agosto 2018, [qui]

Il ciclone Wagenknecht si abbatte sulle sinistre europee alla deriva

Omar Minniti, 13 agosto 2018, [qui]

Uno spettro si aggira per l'Europa: Aufstehen

Francesco Santoianni, 12 agosto 2018, [qui]

Aufstehen: la nuova sinistra tedesca si risveglia

Simplicissimus, 9 agosto 2018, [qui]

Decreto dignità

Riccardo Molinari, 2 agosto 2018, [qui]

La risposta bellica alla trattativa

Manlio Dinucci, 24 luglio 2018, [qui]; anche in video su Pandora TV [qui]

Foreign fighters italiani in Donbass e sanzioni alla Russia. Cosa c'è dietro?

Francesco Santoianni, 2 agosto 2018, [qui]

"Mercenari" in Donbass: no alle strumentalizzazioni

Saker Italia, 1 agosto 2018, [qui]

[continua]    


In mezzo al guado

   Non era tutto scontato, ma se una volta tanto uscissimo dall'ambito delle elucubrazioni tipiche di certa cultura 'rivoluzionaria', avremmo dovuto prevedere che il percorso del governo gialloverde sarebbe stato molto accidentato e non un pranzo di gala. Quindi con certi ragionamenti, fermarsi a metà del guado non ha senso e la partita va invece giocata fino in fondo, sporcandosi le mani e lasciando alle anime belle il compito di gridare allo scandalo per certi passaggi complicati che invece appartengono al contesto vero che la situazione presenta.

   Fuor di metafora bisogna ricordare a certi trinciagiudizi che questo governo è nato sotto i colpi dell'artiglieria di Bruxelles, della Confindustria, dei liberalimperialisti del PD e di tutte le istituzioni ad esso collegate che rimangono tali anche dopo la sconfitta elettorale del 2018. Questo per dire che ad aprire le danze sono stati nemici veri e molto potenti di cui un governo, con le migliori intenzioni, non avrebbe potuto non tenere conto. E così è successo, sul piano interno e su quello europeo. I ricatti e le manovre contro i protagonisti del nuovo governo si sono succeduti a ondate incessanti tentando tutte le carte, di destra e di 'sinistra'. Questo ha costretto i 5 Stelle a una serie di mediazioni complicate dal fatto che il loro compagno di governo, Salvini, invece di rispettare il contratto ha improvvisato una bagarre per fini elettoralistici che ha creato non poche smagliature.

   In questo contesto ci sembra però che i 5 Stelle, pur tenendo conto della realtà, hanno saputo tenere la barra giusta sia rispetto all'alleato che alle ondate liberaleuropeiste, mantenendo fede a una serie di impegni. Quello che si trova in difficoltà, invece, è proprio Salvini che dopo le tante bordate demagogiche strappavoti non riesce più a trovare il bandolo della matassa e far capire anche rispetto ai suoi fans qual'è la strategia. E sopratutto diventa il bersaglio di forze potenti che hanno gli strumenti per riportarlo a miti consigli come l'affaire del Russiagate insegna.

   Questa è la realtà in movimento e con essa dovremmo fare i conti. Usiamo il condizionale perchè, nel caso italiano, tertium non datur, cioè nonostante i tentativi raffazzonati, sovranismo dell'ultima ora ed eurostoppismo per dilettanti, all'orizzonte non appare qualcosa che migliori il corso degli avvenimenti dislocandoli in avanti. E da questi dobbiamo partire dunque per fare una previsione e per valutare il comportamento degli attori in campo.

   Riferendoci ai 5 Stelle, ci sembra che stiamo assistendo a una capacità politica del binomio Conte-Di Maio non solo di parare i colpi di Salvini, ma di gestire i rapporti con Bruxelles in modo di schivare le cannonate che vengono da quella direzione e neutralizzarne gli effetti. Se questo mena scandalo lo si deve alla solita cultura dell'impolitica che conosciamo bene da decenni. Le critiche ci sono, ma manca il resto e questo non è poco.

   Peraltro, visto che si parla di Costituzione del '48, si ha idea di quanti compromessi ha imposto, nei contenuti, la sua approvazione a partire dall'art.7 sui Patti lateranensi? I costituzionalisti dell'ultima ora si vadano a leggere gli interventi critici e autocritici di padri costituenti come Togliatti e Terracini. Quindi calma, e non ci inventiamo l'acqua calda, ma cerchiamo di dare un contributo per andare nel verso giusto.

Aginform
20 luglio 2019

Sovranisti e comunisti

La struttura giuridica dell'UE è in antitesi totale con la costituzione italiana

Nella grande confusione che caratterizza la situazione a 'sinistra' dopo la nascita del governo gialloverde e per evitare di essere coinvolti in valutazioni poco chiare nel loro significato, occorre affrontare da un punto di vista comunista la questione del cosiddetto sovranismo, del suo significato e di come rapportarsi ad esso.

   Se andiamo ai dati oggettivi bisogna tener conto che, in Italia come in Europa e poi anche negli Stati Uniti con Trump, in contrapposizione alla tendenza globalista sviluppata in tandem da democratici americani e liberalimperialisti europei sul piano economico come su quello strategico-militare, i settori schiacciati dal rullo compressore della mondializzazione hanno iniziato a reagire con forza crescente. Ha cominciato la Francia col Front National, poi via via altri paesi europei hanno seguito la stessa strada, dalla Germania, alla Spagna, ai paesi dell'Europa orientale. I settori di cui parliamo sono settori di piccola e media borghesia, ma anche operatori economici che vivono ai margini dell'economia globalizzata e, assieme a questi, ampi strati popolari che subiscono gli effetti della crisi economica che investe parti sempre più rilevanti del sistema produttivo.

   A dire il vero nella contestazione alla logica di Bruxelles c'è anche una tendenza di 'sinistra' come si è visto prima in Grecia, poi in Spagna con Podemos e ancora in Francia con Mélanchon, mentre in Germania la prospettiva antieuropeista di sinistra sembra essersi rapidamente dissolta. Queste forze di tendenza neosocialdemocratica hanno subíto però in breve tempo il richiamo delle case madri e si sono rivelate subalterne all'area popolar-socialista che governa l'Europa.

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Uniti nel coro

Naufraghi del PD accolti sulla Sea-Watch

  Se non avessimo vissuto vicende come la Jugoslavia bombardata da un governo a partecipazione 'comunista', la distruzione dell'Iraq in nome dei diritti umani, l'assassinio di Gheddafi e lo scempio della Libia panafricana per 'proteggere' il popolo, potremmo anche pensare che in fondo si va verso un mondo migliore, più buono e solidale, perchè c'è gente che si indigna e si mobilita contro la perfidia di un governo che impedisce lo sbarco di una manciata di clandestini.

   Osservando la scena più da vicino, ci accorgiamo però subito della evidente strumentalità di tutta l'operazione, sottolineata nel finale per sovrammercato dall'accorrere a bordo della Sea-Watch di esponenti politici di quella sinistra 'umanitaria' che ha partecipato a tutti i massacri imperialisti di questi decenni o li ha apertamente appoggiati, e ancora lo sta facendo. La strumentalità dell'operazione si articola su due livelli: il primo e più immediato è quello di cercare di creare difficoltà a un governo che impensierisce la cabina di regia europea.

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Il pendolo gialloverde
e l'iniziativa comunista

Claudio Borghi e Alberto Bagnai con Salvini

  Nell'attuale contesto politico parlare di iniziativa comunista è assolutamente virtuale ma, come in un videogame, cerchiamo di definire i compiti (e soprattutto le responsabilità) che ci dovrebbero competere, usando un metodo comunista di analisi e definendo un'ipotesi di intervento ad esso collegata.

   E' bene ricordare, a questo proposito, i punti di snodo del nostro discorso che ha puntato, in una prima fase, a definire la natura del governo gialloverde e del programma sottoscritto da Lega e 5Stelle. Questo ha prodotto un primo scontro a 'sinistra' perchè, unendosi al coro del PD sul fascismo rinascente, i rivoluzionari dello zero virgola hanno cercato di cavalcare l'effetto emotivo per indurre i compagni a unirsi al coro di Zingaretti, Landini & Co. contro il nuovo governo.

Aginform
26 giugno 2019

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Appunti per una discussione tra comunisti

"I risultati ottenuti dai comunisti italiani sono derivati dalla capacità di individuare i passaggi storici dentro cui far emergere le proposte politiche". Nella foto: Togliatti a Milano nell'aprile 1946 per la repubblica e la costituzione

  Se non prendiamo sul serio il PC di Rizzo per le motivazioni che abbiamo esposto anche in occasione di queste elezioni europee, dobbiamo anche ammettere che in Italia non esiste un punto di riferimento credibile per i comunisti. Non che non esistono dei compagni che si ritengono comunisti e che in vario modo si esprimono, ma il loro essere comunisti non ha prodotto finora una forma credibile di rappresentanza politica.

   Alla radice di questa situazione ci sono motivazioni oggettive che dovrebbero essere seriamente analizzate per evitare sia altre caricature partitiche che la riproposizione di scenari confusi in cui si scambia una prospettiva di classe e comunista con un movimentismo verniciato di rosso.

   A nostro parere è arrivato il momento di riflettere su questo e porci degli interrogativi che ci portino al cuore del problema. Il primo di questi interrogativi è di carattere storico-teorico. Esiste un retroterra oggi che può portare nell'immediato a una formazione comunista che abbia non solo i legami di classe, ma anche una elaborazione che abbia fatto i conti con la natura della crisi del movimento comunista e sappia individuare le forme e i tempi della ripresa?

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Il pessimismo è d'obbligo?

Nicola Fratoianni, segretario dimissionario di Sinistra Italiana

Di fronte ai risultati del 26 maggio molti compagni sentono la necessità di esprimere un giudizio sulla situazione che in sostanza prenda atto che qualcosa di nuovo e di negativo è accaduto e che su questo bisogna finalmente riflettere (l'ultimo è Lamberto Lombardi su Marx XXI).

   Qual è la novità su cui riflettere? In soldoni si tratta della sparizione della sinistra, passata in queste elezioni dall'irrilevanza politica all'inesistenza elettorale. E' vero che la storia della sinistra è lastricata di divisioni e di incapacità, ma stavolta si tratta di qualcosa di diverso, del prosciugamento di un bacino che in qualche modo aveva rappresentato in passato almeno un'area di riferimento. I dati elettorali delle europee ci dicono invece che quest'area non è tanto frantumata quanto inesistente.

   Qui non si tratta di riaprire polemiche, ma di constatare che la situazione ha modificato un vecchio schema che prevedeva nel panorama politico italiano, comunque, in qualsiasi modo venisse rappresentata, l'esistenza di un'area di quel ceto che pur facendo leva praticamente su se stesso riproduceva però una sinistra critica. Ora invece, se dovessimo rappresentare la situazione dovremmo immaginare solo un deserto in cui si aggirano personaggi storditi e incapaci di connettere un pensiero oggettivo su quello che sta accadendo.

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La lezione delle europee

Sui risultati delle elezioni europee Mauro Gemma ha scritto a caldo su Marx XXI [qui] un giusto commento, che si tratta ora di approfondire e portare alle conclusioni necessarie. O, perlomeno, sulle sue considerazioni va aperta una discussione che faccia uscire i compagni dalle nicchie in cui sono collocati e che somigliano a bunker. Una discussione che rompa soprattutto i tabù rispetto agli ancoraggi arrugginiti a cui molti di noi sono legati.

   Partiamo dal significato elettorale del 26 maggio. Se cerchiamo di dare una interpretazione non superficiale e consideriamo il diverso esito di Lega e 5 Stelle, ci accorgiamo che la vittoria di Salvini non è dovuta tanto alle sue doti istrionesche, quanto al fatto che i temi su cui egli ha fatto leva corrispondono a un pensiero diffuso e maggioritario degli elettori italiani. E questo non è cosa da poco nè transitoria. A questo proposito alcuni risultati elettorali, Riace, Lampedusa, Capalbio danno la misura della situazione. Ma non è solo questo.

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Salvini,
l'arma di distrazione di massa

Non dobbiamo farci ingannare dal concerto che sale contro Salvini, la cui musica è basata sui toni democratico-antifascisti con cui i liberal-imperialisti e i sorosiani di vario genere amano mascherarsi, come già è avvenuto fin dall'inizio dell'offensiva contro il governo giallo-verde.

   Se ben ricordiamo, la prima offensiva ha avuto come argomenti fondamentali i temi dell'economia, dell'UE, delle istituzioni finanziarie internazionali, dello spread, della borsa ecc. e soprattutto del debito pubblico diventato, a parere dei critici, insostenibile per effetto di quota 100 e del reddito di cittadinanza. Sfidando il ridicolo e il buonsenso si voleva far credere che l'Italia sarebbe andata in malora perchè il governo aveva deciso di dare un aiuto ai disoccupati e una possibilità ai pensionandi di sfuggire dalla Fornero.

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La posta in gioco

Ancora sulle elezioni del 26 maggio

Occupati a coprire i liberal-imperialisti del PD e la strumentalità delle campagne buoniste e di falso antifascismo che tutti gli organi e le istituzioni di regime stanno conducendo da un anno a questa parte, i radikalen italiani dopo i fallimenti dei tentativi di inserirsi nelle competizioni elettorali, continuano imperterriti a svolgere la loro funzione di leccapiedi dei direttori d'orchestra. Al punto che persino il Fatto Quotidiano di domenica ha ritenuto opportuno pubblicare una pagina di vignette ironiche sulla vicenda di Casalbruciato.

   Ma la questione principale non è questa, peraltro scontata, se non altro rispetto alle polemiche che conduciamo da tempo. La questione è un'altra e attiene alla capacità di valutare il modo contraddittorio con cui la situazione avanza, il suo carattere oggettivo e quindi le motivazioni per cui appoggiamo l'appello dei comunisti a votare nelle circostanze attuali per i 5 Stelle [qui].

   Intanto parliamo del governo giallo-verde e del suo ruolo. A questo proposito si fa presto a dire... ma Salvini? Ebbene, senza simpatie per il personaggio, dobbiamo dire che il trio Di Maio-Conte-Salvini è stata una mossa azzeccata dei 5 Stelle per dislocare in avanti equilibri che in caso di fallimento delle trattative sarebbero tornati al punto di partenza, dando la possibilità al capo dello stato Mattarella di mettere in pista personaggi alla Monti in qualità di devoti servitori dello Stato. Il 'contratto di governo' ha spiazzato costoro e ha dato la stura al grande coro delle 'istituzioni', preoccupate per le sorti dell'Italia. Quando i radikalen fanno finta di non vedere che Confindustria, sindacati di regime, finanza internazionale, giornaloni, esperti di vario genere non fanno altro che vomitare accuse contro Di Maio e soci, domandiamoci: perchè ci sono questi attacchi? E' l'antifascismo che si ribella o è il falso antifascismo e buonismo dei criminali di guerra che copre quelle forze che dirigono l'orchestra.

   Assumendoci la responsabilità di una scelta elettorale a favore dei 5 Stelle vogliamo rompere con tutte queste mistificazioni e assumerci il rischio che questa scelta comporta... Sappiamo che alla guida non c'è solo Di Maio ma anche un Salvini che scalpita e vuole portare la macchina in fondo alla scarpata dove lo attendono Berlusconi e la Meloni, una grande palude dove i suoi sogni annegherebbero non tanto nel fango quanto nella merda. Per questo abbaia ma non morde e si preoccupa.

   Allora crediamo, da comunisti, nel bolscevismo dei 5 Stelle? No, non scherziamo! Noi crediamo al fatto che i provvedimenti sociali adottati e l'indirizzo delle relazioni internazionali, come si è visto con la Via della Seta, vanno in direzione opposta al liberal imperialismo e quindi dobbiamo accettare la sfida. In questo contesto ci sono le contraddizioni politiche dei 5 Stelle, i grossi condizionamenti istituzionali europei, italiani e americani e c'è anche un pallone gonfiato di nome Salvini. Accettare il rischio nelle condizioni attuali è una necessità, ma ci sembrerebbe un estremo atto di vigliaccheria tirarsi indietro lasciando ai 5 Stelle tutto il peso della situazione.

   Più volte abbiamo evocato i sanculotti [qui] e [qui]. Fatte le debite proporzioni, ci sentiamo nella stessa situazione anche se, nel nostro caso, parliamo di poca cosa. Sappiamo però che lo scontro è uno scontro vero, e dobbiamo mettere in conto anche la possibilità della sconfitta.

Aginform
12 maggio 2019

Elezioni europee del 26 maggio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il testo dell'appello sottostante, che invita a votare M5S nelle prossime elezioni del 26 maggio per il Parlamento europeo. Come si può vedere già dal titolo, non è solo un appello al voto, ma un ragionamento fatto non da sostenitori dei 5Stelle, ma da comunisti, e rivolto soprattutto a coloro che tali si definiscono. Si tratta perciò di un appello destinato sicuramente a far discutere. Da parte nostra lo condividiamo, anche e soprattutto per una questione di metodo: perchè pone al centro l'analisi concreta della situazione concreta, con le sue poche luci e molte ombre, e denuncia l'assenza di iniziative a sinistra capaci di spingere nei fatti per una radicalizzazione e non, come avviene, di fare da sponda all'assedio a cui i 5Stelle sono sottoposti. Anche la solita declamazione di obiettivi "rivoluzionari", privi come sono di ogni traduzione programmatica, nasconde male l'opportunismo di gruppi e gruppetti che si autorappresentano come avanguardie e di fatto fanno solo da specchietti per le allodole

Ecco perchè, da comunisti,
voteremo per i Cinque Stelle

Appello

Chi desidera aderire all'appello può farlo scrivendo all'indirizzo
votiamocinquestelle@gmail.com


  Se ci vediamo costretti ad affrontare la questione del voto alle prossime elezioni europee non è per vocazione elettoralistica, ma per chiarire gli equivoci che possono pesare in questo momento sulle scelte dei compagni.

   Siamo ben consci del fatto che, nonostante le caricature in campo, i comunisti non hanno una loro lista di riferimento. Astenersi però dall'esprimere una posizione o non esplicitarla non sarebbe una scelta tattica comprensibile ma un elemento di ulteriore ambiguità. I comunisti firmatari del presente appello vogliono perciò esprimere il loro punto di vista con chiarezza e assumendosene la responsabilità.

   A partire dal 4 marzo del 2018, cioè dal risultato delle ultime elezioni politiche, abbiamo assistito a un crescendo di condizionamenti mediatici e istituzionali per impedire che in Italia cambi qualcosa. Ora, in vista delle elezioni europee, l'orchestra mediatica e istituzionale, interna e internazionale, ha alzato i toni per condizionare il voto.

   Questa operazione è diretta soprattutto contro i Cinque Stelle, la forza di governo cioè che si presenta direttamente concorrenziale all'area liberista che fa capo al PD e da cui il PD tenta di recuperare i voti.

   La rivincita del PD post-renziano, il ricostituirsi di un'alternativa destra - democratici, significherebbe tornare indietro e rafforzare nuovamente il carrozzone europeo a guida franco-tedesca che si è dimostrato efficace solo nel comprimere i diritti dei lavoratori e privarli di efficaci strumenti di difesa. Noi non siamo del Movimento 5 Stelle, ma ne apprezziamo lo sforzo, tradotto in una serie di provvedimenti sociali e di indirizzo contro l'illegalità diffusa dei poteri forti, che hanno dato un segnale di possibile inversione di rotta contro un sistema consolidato da anni a favore della finanza e dell'indirizzo liberista e antisociale dell'economia.

   Sappiamo che la linea dei Cinque Stelle al governo procede con molti compromessi dovuti sia alla natura politica del movimento, sia alle pressioni dell'alleato di governo, della UE, degli americani. A questa debolezza si aggiunge però la incapacità della sinistra antiliberista di fare da sponda e stimolo e raccogliere le forze per un indirizzo più radicale.

   L'indebolimento elettorale dei 5 Stelle significherebbe la vittoria delle forze che tentano la rivincita, in Italia come in Europa. Dobbiamo dare il nostro contributo perchè questo non avvenga. Per questo abbiamo deciso alle elezioni europee di maggio di votare la lista 5 Stelle.



Il fronte antifascista

  Ancora una volta ci siamo trovati di fronte, in questo 25 aprile, alla solita messa in scena piddina e istituzionale sulla Resistenza, ad uso e consumo di soggetti politici che con essa hanno ben poco a che fare e che anzi dovrebbero essere combattuti dai partigiani di ieri e di oggi.

   Come è possibile sopportare che si atteggino a rappresentanti degli ideali resistenziali e costituzionali coloro che si sono sempre messi la Costituzione sotto i piedi? La violazione è stata sistematica. L'interventismo imperialista al seguito degli USA a partire dalla Jugoslavia e poi Afghanistan, Iraq, Libia non ha forse cancellato completamente quell'articolo 11 della Costituzione che impone il rifiuto della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali? La stessa sistematica violazione si è compiuta sul terreno dei diritti economici e sociali e prima ancora sui principi democratici fondamentali di sovranità e indipendenza.

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Col voto europeo
mantenere aperto il varco

La tentazione astensionista alle prossime elezioni europee è grande, ma questa volta sul voto deve prevalere un ragionamento politico più articolato. Cosa si propongono i nostri avversari? Due cose sembrano evidenti: portare la destra ad essere forza di governo e resuscitare un blocco di forze moderate attorno al PD in vista della sua rinascita governativa. Il percorso non è facile, le contraddizioni interne ai due schieramenti sono numerose, ma è uno sbocco possibile in caso di fallimento dell'esperienza di governo giallo-verde che peraltro dimostra quotidianamente le sue difficoltà di sopravvivenza. Prepariamoci quindi alla possibile svolta e a un cambiamento del quadro politico. Molto dipende però da come i 5Stelle continueranno a giocare la loro partita.

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L'ONDA CINESE
che sconvolgerà il mondo

  Crediamo che molti di noi hanno stentato a orientarsi sulla questione cinese. Si è partiti dalla polemica tra URSS e Cina negli anni '60 quando lo scontro era, o almeno appariva, tra revisionismo e marxismo leninismo; poi è arrivata la rivoluzione culturale e il suo esito con la vittoria finale di Deng Xiaoping. Ma già prima, vivo ancora Mao, si intravedeva qualcosa di diverso, non solo per l'improvvisa morte di Lin Piao, ma anche col riavvicinamento cinese alla 'tigre di carta', cioè agli USA.

   Questa è storia, ma poi le cose sono cambiate ancora. Solo che, anche dopo che i canoni interpretativi della nuova situazione sembravano stabilizzati in una visione che metteva sicuramente in evidenza la grande novità della crescita esponenziale cinese, pareva però che ciò avvenisse in un ambito controllato dagli americani, il cui debito veniva ampiamente foraggiato dalla Cina.

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Di Maio
uno statista di strada

Di Maio al China International Import Expo (Shanghai, novembre 2018) con "190 campioni del made in Italy". Nella foto accanto a Bill Gates"

La vicenda del governo gialloverde è ancora aperta nei suoi sviluppi ma, comunque vadano le cose, bisogna ormai dare un giudizio su come si sono mossi Di Maio e la sua squadra nelle circostanze in cui hanno operato e stanno operando tuttora. Premettiamo che il nostro non vuole essere un giudizio di parte, ma oggettivo, di chi, pur mantenendo una posizione comunista, sta però fuori dalla canea di 'sinistra' che lavora per la rinascita del PD e della sua linea liberal-imperialista, e cerca invece di capire la natura del programma governativo dei Cinque Stelle.

   La prima cosa da valutare è il clima che si è determinato in Italia dopo le elezioni politiche del 4 marzo dell'anno scorso e la prima dura battaglia che Di Maio e il suo gruppo hanno dovuto sostenere per portare a conclusione il risultato elettorale. Il contratto di governo è stata la via d'uscita, un modo per dire: noi Cinque Stelle ci alleiamo con la Lega su determinati punti evitando così di essere inchiodati a definizioni ideologiche sulla natura dell'alleanza. Quello che conta sono i punti di programma. Certamente in questi punti c'erano e ci sono anche gli interessi della Lega e del suo elettorato. Ma il salvinismo come ideologia e come demagogia sta più nelle esibizioni del personaggio, nelle sue giubbe e nei suoi caschi, che nel contratto di governo.

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La funzione della polemica a sinistra

Chiamate alle armi
Come la nostra "opposizione" parlamentare (PD e Forza Italia), ma anche buona parte della Lega, anche il Parlamento Europeo è sensibile alla chiamata alle armi che viene da Washington, sulla Russia come sulla Cina, e propone (con 402 voti contro 163) di inasprire ulteriormente le sanzioni contro la Russia e bloccare la costruzione del gasdotto North Stream 2.
[da www.controinformazione.info]

Ci siamo impegnati molto nei mesi scorsi nella polemica sulle questioni che sono sorte dopo le elezioni parlamentari dell'anno scorso, non certo per l'illusione che da questa sinistra potesse nascere qualcosa di positivo, anzi abbiamo dovuto constatare che il suo ruolo è diventato sempre più pesante e negativo. Ma allora a che cosa serve insistere?

   Siccome l'obiettivo non è quello di arrivare in breve tempo al rovesciamento delle posizioni di quelli che fino ad oggi si sono sentiti protagonisti di un ruolo di avanguardia e sono finiti invece alla coda del PD sulle questioni interne e, a livello internazionale, immersi fino al collo nelle campagne sorosiane e della sinistra imperiale, ci si può chiedere a cosa serva ancora la polemica.

   A noi sembra però che questa polemica, nel tempo, una funzione ce l'abbia. Possiamo infatti riandare ai precedenti degli anni '90, al periodo della caduta del muro di Berlino e subito dopo l'inizio delle guerre americane e NATO contro l'Iraq, la Jugoslavia e l'Afghanistan quando, per paura di essere tacciata di terrorismo, la sinistra buonista andava avanti coi né...nè, senza porsi il problema di chi fossero gli aggressori e chi gli aggrediti. Era la logica 'occidentale' che a suo tempo aveva spacciato il colonialismo come missione di civiltà: gli aggrediti sono sempre barbari, a meno che non siano disponibili a integrarsi e diventare moderni schiavi.

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Comincia male
prepariamoci per tempo

E' sempre vero che gli stolti sollevano il masso e poi se lo fanno cadere sui piedi. Ci riferiamo alla prima mossa del neosegretario del PD Zingaretti, quella cioè di incontrarsi a Torino col suo compagno di partito Chiamparino per sostenere la TAV.

   Ha fatto bene perciò Renzi a congratularsi per la sua nomina in quanto l' uscita torinese di Zingaretti è in perfetta simbiosi con quelle sparate che hanno accompagnato il senatore di Rignano nel corso della sua permanenza al governo. Ricordiamo bene la sua corsa ad incontri e strette di mano con gli industriali di ogni tipo, tra cui la FCA, di cui esaltava il ruolo propulsivo e dei cui interessi il governo si faceva carico al punto di inventarsi per loro anche il jobs-act.

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I due volti dell'imperialismo di sinistra

Varsavia, 13 febbraio. «I Paesi che amano la libertà devono unirsi e riconoscere le responsabilità dell'Iran in Medio Oriente, dal Libano allo Yemen alla Siria». Così il vicepresidente USA Pence, in polemica anche con gli europei che cercano di aggirare le sanzioni decise unilateralmente dagli USA. Cosa questo significhi lo aveva spiegato Netanyahu (nella foto assieme al segretario di stato Mike Pompeo): c'è un interesse comune con gli arabi (i sauditi e i loro alleati) per la guerra (testuale) all'Iran.

La situazione internazionale si sta aggravando su una serie di punti e appare necessario valutarne le ricadute in Italia e il clima in cui si collocano.

   Nonostante si tenda a far credere che Trump vada avanti senza una strategia - e sono soprattutto gli obamiani, compresi quelli europei che cercano di accreditare questa immagine - la nuova amministrazione americana dimostra di avere in realtà una strategia precisa che si può riassumere in tre punti:
a) fronteggiare la Russia con una dislocazione mirata delle forze militari (dai missili in Europa all'allargamento della NATO per completarne l'accerchiamento), nella prospettiva di un confronto diretto o di una modifica dei rapporti di forza a vantaggio degli USA;
b) impedire ad ogni costo l'ascesa economica e anche politica e militare della Cina;
c) destrutturare l'Europa privilegiando gli interlocutori che possono, nel nostro continente, rispondere più direttamente agli USA, puntando al ridimensionamento del ruolo internazionale, sia economico che politico, della UE.

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Tra l'incudine e il martello

  Le elezioni abruzzesi hanno il merito di aver confermato una previsione che era nell'ordine delle cose e cioè che in caso di crisi del governo gialloverde si ritorna all' alternativa tra la destra (tutta) e l'area piddina (non esattamente il PD), fermo restando che nel breve la destra è favorita. E i cinque stelle? In caso di una crisi sarebbero loro a pagarne il prezzo più alto. Domandiamoci il perchè.

   Innanzitutto perchè la crisi porta a una verifica sul loro elettorato. Non dimentichiamo che il voto ai cinquestelle non è consolidato, ma fatto di diverse cose. Al contrario della Lega gli elettori del movimento sono molto più volatili e oltre allo zoccolo duro comprendono anche una 'sinistra' che soffre per le mediazioni governative, un'area che potremmo definire perbenista che quando il gioco si fa duro si disorienta e scappa e infine di quelli che credono alla Befana e si deludono se non si arriva subito al risultato prescindendo dalle battaglie che servono per conseguirlo.

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L'imperialismo di sinistra e la guerra

[Qui] riportiamo la dichiarazione di Laura Boldrini in sede di commissione parlamentare per gli affari esteri, in cui esplicitamente si dichiara a favore dell'interventismo occidentale contro i paesi che esprimono posizioni difformi dal sistema, preteso superiore per democrazia e civiltà, degli USA e dei loro vassalli europei.

   Da tempo andiamo denunciando l'imperialismo 'di sinistra' che lavora, su commissione, per diffondere, tra coloro che nel passato hanno espresso movimenti antimperialisti, posizioni ambigue in modo da favorire l'opera dei nostri avversari, cioè dei fautori delle guerre, 'umanitarie' o meno.

   Inutile parlare del PD e dei suoi cespugli, di cui la Boldrini fa parte. Essi sono schierati da tempo con gli interventi militari USA e NATO e la Boldrini ne è un esempio. Un altro esempio è Nicola Fratoianni - quello che si è tanto sbracciato sulla Sea Watch - di cui riportiamo nella foto accanto un significativo tweet sulla Siria.

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Landini dà la carica:
ora l'ammucchiata è completa

  Finalmente Landini è riuscito a spuntarla ed è diventato segretario generale della CGIL, del più grande sindacato italiano, come si usa dire, che ha la particolarità di annoverare nelle sue file un buon 50% di ex lavoratori, tanto che la sua elezione è riuscita solo con l'appoggio di questa categoria, che ha imposto anche l'elezione di due vicesegretari come paletti contro eventuali sue velleità.

   Dice Landini: ora tutti al lavoro e avvio del sindacato di strada, cioè tra i lavoratori, quelli veri. Vedremo. Bisogna essere per l'unità dei lavoratori, ma non fessi però, alla Cannavò per intenderci, che sul Fatto Quotidiano rispondendo ad un lettore magnificava gli effetti che la nuova segreteria avrebbe avuto. Ottimismo a parte, nessuno di noi può dimenticare che cosa ha rappresentato la CGIL in questi decenni assieme ai suoi compari di CISL e UIL. E' dagli anni '80 del secolo scorso difatti che la CGIL riveste un ruolo di repressore dei lavoratori in nome delle 'compatibilità' col sistema di sfruttamento capitalistico. Tutti i provvedimenti antisociali, dalle pensioni alle privatizzazioni dei servizi pubblici, alla precarietà e alla flessibilità, alla moderazione salariale che ha portato l'Italia all'ultimo posto nei salari e negli stipendi, sono passati col consenso o col silenzio-assenso dei confederali.

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I sanculotti di Luigi XVI


da: www.4live.it

  Collegare i sanculotti della rivoluzione francese a Luigi XVI è storicamente un non senso. Tutti sanno difatti che il ruolo dei sanculotti fu ben altro, cioè rappresentavano l'ala più radicale e più popolare della rivoluzione, quella che nei momenti cruciali della Vandea e della coalizione monarchica europea contro la Francia repubblicana hanno dato impulso alla resistenza e appoggiato il terrore contro le forze della restaurazione.

   Cosa c'entra allora Luigi XVI coi sanculotti? Li evochiamo per richiamare la situazione paradossale che viviamo oggi in Italia di fronte allo scontro politico in atto. Da una parte abbiamo un governo, definito gialloverde, che sulla base di un patto sottoscritto apre lo scontro con l'Europa del rigore e cerca di impostare una legge di bilancio che entra in contraddizione sulla spesa sociale con il liberismo dei governi precedenti a guida PD, dall'altra abbiamo la canea demoberlusconiana che attacca non solo in parlamento, ma anche con tutti gli apparati del regime, a partire dai mass-media, per ristabilire l'autorità di Bruxelles e il dominio del liberismo economico, non solo nel settore privato, ma anche nelle scelte di governo.

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Riflessioni di fine anno
Chi ne è uscito con le ossa rotte?

  Se non ci fosse stata la trovata dei sindaci PD sul decreto sicurezza, i toni dell'offensiva della 'sinistra' nella lotta contro l'attuale governo si sarebbero abbassati di molto. Anche questa nuova sortita, comunque, rischia di dimostrarsi un boomerang contro chi l'ha provocata.

   Atteniamoci però ai fatti, cioè al risultato di fine anno con l'approvazione della legge di bilancio. Da questo punto di vista, cioè dalla capacità di tenuta politica del governo Conte, il risultato è stato notevole. Parliamo ovviamente dal punto di vista politico cioè dello scarto tra previsioni ed esito. Della parte tecnica parleremo più avanti. Dunque come sono andate le cose?

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Gli orfanelli di Trump

  Mentre la sinistra imperialista italiana era occupata a coccolare la sua creatura, i curdi siriani, come polo dell'alternativa agli eserciti brutti e cattivi di Iran, Libano, Iraq e Siria, gli americani hanno deciso di ritirarsi dal territorio siriano in breve tempo, entro metà gennaio.

   La decisione ha gettato nella costernazione i mercenari curdi e i gruppi ex jihadisti che con essi collaborano perchè la mancata copertura americana li mette alla mercè del legittimo governo che giustamente si riprenderà i territori illegittimamente sottratti alla sovranità nazionale. Nelle loro dichiarazioni, hanno accusato gli Stati Uniti di tradimento e di averli pugnalati alla schiena. Insomma, i buoni imperialisti americani avrebbero tradito e abbandanato al loro destino i loro ascari.

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Dopo Torino, gli obiettivi veri

Torino, 8 dicembre

  Una volta tanto si può fare centro, ma l'importante è capire il contesto e il ruolo che si vuole e si deve svolgere effettivamente in questo momento. A Torino c'è stata una prima e per ora unica risposta, ad uno solo dei punti che sono il cavallo di battaglia dei padroni oggi: le grandi opere e gli affari ad esse connesse. Tutti gli altri punti sono stati finora ignorati dal movimento 'antagonista' che si è impegnato nella difesa dei 'più deboli', ma non si è accorto che da mesi padroni e stampa associata stanno conducendo una violentissima campagna contro progetti governativi come il salario di cittadinanza. (Gli altri punti dell'attacco padronale e UE sono rispettivamente quota 100, la pensione di cittadinanza e il ridimensionamento delle pensioni d'oro). Il leit-motiv di questa campagna è che non bisogna dare i soldi ai disoccupati! I soldi vanno dati a chi scava tunnel in val di Susa o per cose equivalenti per creare, dicono, sviluppo e occupazione.

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Il Partito, finalmente ?

Jeremy Corbyn, segretario del Labour Party: "Per i molti non pei pochi"

  Non vogliamo aprire una polemica con Mimmo Porcaro che ha scritto [qui] una nota dallo stesso titolo, ma con il punto esclamativo, a cui noi sostituiamo l'interrogativo. Vogliamo soltanto fare qualche considerazione sulla questione del partito, che viene perentoriamente evocata da più parti, ma ha bisogno di essere attentamente considerata in modo che si capisca di cosa si tratta.

   Qual è il partito di cui si vuole parlare e che funzione strategica deve assolvere nella situazione italiana?

   Sgombriamo subito il campo da possibili equivoci. Non abbiamo fatto mai parte dell'area livornista che a cadenza quasi regolare si reca il 21 gennaio nella città natale del comunismo italiano sperando che lì si sciolga il sangue rosso di S.Gennaro e si compia il miracolo della rinascita del partito comunista dei lavoratori italiani.

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Più che i sovranisti
servirebbero i sanculotti

Dal 1791 sanculotti (senza culottes) fu il nome dei partigiani della rivoluzione, i patrioti che svolgevano le mansioni considerate indegne dai nobili e dai grandi borghesi che indossavano le culottes

  Mentre i radikalen italiani stanno freneticamente lavorando su come raccogliere un po' di voti alle elezioni europee prossime venture, la situazione, quella reale, va avanti senza di loro. L'assenza di costoro non si sente, anche se continuano le azioni diversive non solo per tenere la scena, ma anche per far crescere, sotto la direzione dei piddini e dell'apparato berlusconiano, l'esecrazione contro il governo giallo-verde.

   In questo scenario di cambiamenti una assenza si nota ed è quella di una forza che sappia spingere in avanti lo scontro sulle questioni su cui si sta giocando la partita: il rapporto con l'Europa e i provvedimenti, sia pur limitati, di carattere sociale (ma anche istituzionale) contro cui si sta abbattendo la furia dei liberisti europei e italiani.

   Anche se si parla di decimali, la questione è ben altra ed è tutta politica. Un cedimento sui decimali rispetto alla manovra di bilancio vorrebbe dire, per Bruxelles e per l'ancien régime italiano, una sconfitta strategica che li metterebbe fuori gioco, dimostrando che l'austerità è uno spauracchio finalizzato a scopi inconfessabili. Per questo gli euroliberisti si accaniscono oltre misura e sfidano il ridicolo.

   Il governo giallo-verde, percorso da varie pulsioni (che provocano contraddizioni e torsioni, in particolare nell'area salviniana) finora ha retto, ma già porta i segni della battaglia ancora in corso.

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Chi fa la rivoluzione a metà
si scava la fossa

  Di questo dovrebbero essere coscienti i gialloverdi al governo. Ma a quanto sembra qualcuno pensa di trovare scorciatoie, magari preso dall'ebbrezza dei sondaggi. Questo qualcuno ovviamente è Matteo Salvini che ritiene di poter travalicare facilmente il contratto di governo e uscire dallo schema su cui questo è nato. C'è la tentazione in primo luogo di pensare che la situazione possa essere rovesciata in una prospettiva elettorale a breve e che questo consenta un dispiegamento di una politica marcatamente orientata a destra. I primi assaggi ci sono stati, il Tav, gli inceneritori, l'impostazione del decreto sicurezza, i richiami a certi interessi giudiziari e fiscali che stanno dietro agli elettori della Lega. Tutto questo ovviamente crea una situazione di difficoltà ai Cinque Stelle che, prolungata nel tempo, potrebbe portare all'implosione della maggioranza giallo-verde.

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Libia: la mossa del cavallo

A Palermo varie componenti della sinistra radicale, da Potere al Popolo a Rifondazione ai Cobas, non hanno perso l'occasione per manifestare contro "il governo fascio/razzista Lega/M5S". "No Summit, no frontiere, M5s traditori degli americani siete i servitori", gli slogan più gettonati

La battaglia che stiamo conducendo dentro la sinistra ci ha portato a individuare due argomenti convincenti a sostegno della nostra posizione sul governo gialloverde. Si tratta, in primo luogo, della valutazione sull'efficacia dello scontro che il governo porta avanti con Bruxelles sull'autonomia dell'Italia e, in secondo luogo, dell'indirizzo di politica sociale su pensioni, reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza che introduce criteri che vanno in senso opposto a quelli seguiti dai governi precedenti.

Queste scelte non sono certo i decreti di Lenin dopo la presa del potere dei bolscevichi ma, se si vuole evitare il senso del ridicolo e di squallore che il settore dei radikalen produce e che prescinde da ogni valutazione dei passaggi di questa fase, dobbiamo capirne il senso oggettivo.

A quanto detto potremmo aggiungere decisioni come quelle sulla prescrizione, la posizione del governo sulle autostrade e i servizi pubblici, dal referendum sull'ATAC all'Alitalia, e quello che sta avvenendo a Torino sul TAV. Queste scelte stanno producendo, come sappiamo, un'ondata di critiche feroci di tutto l'apparato istituzionale del pensiero forte del neoliberismo europeista ma anche il controcanto dei radikalen che guardano il dito e non la luna e si associano al coro generale.

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Da Trieste a Roma
bisogna imparare a dire la verità

A Trieste, la settimana scorsa si è svolta una manifestazione antifascista, peraltro molto partecipata, in occasione di una parata nazionale dell'organizzazione fascista Casa Pound. Il fatto che migliaia di persone siano scese in piazza contro questa iniziativa è cosa che fa onore a chi vi ha partecipato ed è, in linea di principio, da tener presente che ogni volta che se ne presenta l'occasione bisognerà ripetere l'esperienza per ricordare che il vento fischia ancora e per non abbassare la guardia.

Contestualmente, però, bisogna anche tener conto che nel caso di Casa Pound ci troviamo di fronte a una organizzazione 'pilotata' e usata a scopo di provocazione per cui bisognerà valutare di volta in volta come comportarsi per evitare di gridare al lupo quando ne mancano i presupposti. Cerchiamo di non fare pubblicità gratis.

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Sovranisti per caso?

l'Ue è «la sopraffazione organizzata del capitale sul lavoro e dei poteri nazionali più forti su quelli più deboli che, combinandosi, stanno creando dinamiche di dominazione neocoloniale all'interno della stessa Unione europea» [Vladimiro Giacchè]

Abbiamo già denunciato da tempo l'operazione in corso che consiste nel coinvolgere la sinistra che si definisce radicale nel vasto disegno di recupero che gli sconfitti alle elezioni del 4 marzo e le forze di regime che li hanno sempre appoggiati stanno portando avanti. Lo scopo è quello di convogliare le forze di 'sinistra' contro l'attuale governo per dimostrare agli italiani che esso è isolato e va rovesciato. Non solo il PD e FI, ma anche i radikalen servono allo scopo.

La manifestazione a Roma del 20 ottobre è stata la dimostrazione evidente di questo tentativo. Nel momento in cui il rappresentante di Bruxelles, Moscovici, si recava da Mattarella a portare la diffida dell'UE sulla finanziaria italiana, gli arancioni sorosiani scendevano in piazza contro il governo. Dopo tante chiacchiere contro l'Europa, l'obiettivo veniva deviato su chi sta subendo la pesante offensiva della squadra di Juncker. E' solo miopia politica? Su questo e su chi tira le fila vale la pena aprire un dibattito serio.

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20 ottobre
miopia politica e altro

  Nel pieno di uno scontro come quello che si è innescato con Bruxelles, che in questa fase rappresenta la madre di tutte le battaglie, gli eurostoppisti hanno creduto necessario scendere in piazza e come è ovvio hanno centrato l'obiettivo cioè di rappresentare quella sinistra inconcludente che organizza cortei per dimostrare di essere viva.

  Stavolta però la questione assume un aspetto più grave. I nostri eroi non hanno scelto di manifestare contro l'arrivo a Roma di Moscovici, bensì contro il governo giallo-verde che è l'obiettivo di Bruxelles.

  E' solo un caso di miopia politica? Certamente no, in quanto è ormai evidente che i
radikalen italiani rappresentano la punta di 'sinistra' di cui il PD e le forze di regime spodestate sono l'altra sponda. Il 20 ottobre reciteranno appunto questa parte.


La guerra di logoramento
e i possibili sbocchi

UE, spread, ricatti e minacce dei 'mercati'? Come se non esistessero. Per la sinistra 'alternativa' il nemico principale è il governo, come per il PD. Come per Bruxelles

La casta - e per casta si intende tutto l'apparato di regime, economico, finanziario, mediatico che effettivamente tiene in piedi il sistema - dopo le cannonate che hanno aperto la guerra contro il nuovo governo, ma che rischiavano però di rafforzarlo, ha cambiato tattica e ha impostato una guerra di logoramento sui punti di programma e non solo quindi sulle grandi questioni. Si è capito cioè che non avendo spaventato Salvini e Di Maio in prima battuta, la strada da imboccare era la credibilità sui provvedimenti. A partire da quello sul ponte Morandi.

Il ministro Toninelli era partito alla grande dopo il crollo. Nazionalizziamo la rete autostradale - aveva detto - visto le scandalose rendite che produce, e teniamo fuori Autostrade Spa dalla ricostruzione.

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L'ASSEDIO CONTINUA
dopo l'antifascismo', lo spread

Avevamo detto godiamoci lo spettacolo e questo ha suscitato scandalo perchè il riferimento era all'antifascismo dei criminali di guerra e ai liberisti di sinistra che stavano mobilitando tutte le forze istituzionali e mediatiche per bloccare lo scontro con l'UE e l'attuazione di provvedimenti che vanno in direzione opposta a quelli di Monti, Renzi, Gentiloni.

Per questo ci siamo impegnati a denunciare la costituzione di un fronte 'antifascista' che, sotto l'egida del PD, era strumentale alla difesa dell'UE e contro il governo gialloverde. La manifestazione di San Babila a Milano era stata il simbolo di questa ammucchiata. Poi c'è stato il raduno contro il razzismo, sempre a Milano, contemporaneo e collaterale a quello di piazza del Popolo a Roma dove gli spezzoni impazziti del PD hanno tentato di ricomporsi. Anche in quel di Milano i partecipanti hanno avuto la sensibilità di scendere in piazza contro il pericolo razzista proprio nei giorni in cui sette giovani palestinesi venivano uccisi e centinaia feriti con il solito cinismo nazisionista che però non scuote le anime belle mobilitate dall'ANPI. Ma questo non è razzismo?

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L'anello mancante

La filiera si allunga nei laboratori di 'sinistra' tesi a creare un'alternativa allo stato di cose presente dominato dal governo gialloverde. Ora è la volta del sindaco di Napoli De Magistris che, in occasione di un'intervista sul Fatto Quotidiano, ci spiega la sua strategia sulle elezioni europee del prossimo anno. E ci spiega due cose: primo che ha intenzione di sostenere una sua lista e secondo che questa lista, sganciandosi dalla tradizione novecentesca (?) e dagli 'sfigati di sinistra' (questo riporta il Fatto) proporrà un programma 'antifascista' per battere il populismo montante in Europa e in Italia.

L'appello è rivolto, com'è tradizione, ai 'movimenti' che si muovono nel territorio sulle varie questioni (l'acqua, le donne, la cultura, ecc.) senza che sia specificato il pensiero sull'Europa, nè chi dovrebbe stare in questo fronte 'antifascista'.

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Hanno scomodato anche l'ONU!

Michelle Bachelet, Alto Commissario dell'ONU per i diritti umani

Se non avessimo una sinistra a servizio permanente ed effettivo dei grandi protagonisti della globalizzazione economica mondiale (e del loro mercato) - con il seguito dei reggicoda della sinistra cosiddetta alternativa che esprime con un deciso quanto ipocrita 'antifascismo' la sua subalternità al sistema - lo spettacolo politico quotidiano dovrebbe creare una seria indignazione.

Partiamo dall'ultimo fatto. L'alto Commissario dell'ONU per i diritti umani vuole condurre un'inchiesta sul razzismo in Italia. Indubbiamente episodi di razzismo in Italia esistono, ma i fatti non giustificano interventi di questa portata e la scelta di intervenire è palesemente funzionale allo scontro che in Europa e in Italia sta avvenendo tra europeisti targati UE e le tendenze definite 'sovraniste' che preoccupano Bruxelles in vista delle elezioni europee del prossimo anno.

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A proposito dello spirito di San Babila

Protesta in piazza San Babila contro l'incontro Salvini-Orban

E' stata soprattutto Repubblica, seguita a ruota dalle TV di regime, ad esaltare la gloriosa giornata della manifestazione 'antifascista' di Milano in occasione dell'incontro tra Salvini e l'ungherese Orban. A cogliere l'occasione sono stati numerosi gruppi 'antifascisti' di cui elenchiamo le benemerenze.

Iniziamo col PD. Sappiamo tutti qual'è il ruolo criminale che questo partito ha svolto nei vari governi che hanno fatto le guerre e che continua ad appoggiare gli interventi militari della NATO in varie parti del mondo (Mogherini). E' possibile credere che si tratti di antifascisti dal momento che la Costituzione vieta l'uso della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali? Si può tollerare che i carnefici, quelli che hanno prodotto con le guerre di aggressione milioni di profughi e andrebbero portati davanti ad un tribunale sui crimini di guerra, manifestino a sostegno delle vittime? Si può consentire che partecipino a una manifestazione che si definisce antifascista?

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Per la rinascita della sinistra popolare

Lo scontro che si è aperto tra il governo gialloverde e l'ancien régime è diventato feroce e si è trasformato in una guerra totale. Le truppe entrate in campo non sono solo quelle dell'esercito elettorale sconfitto il 4 marzo, ma si è messo in movimento tutto il blocco, tanto della destra padronale, con il seguito di giornali, televisioni ed 'esperti' economici quanto, possiamo dire, della 'sinistra' padronale, quella che si esprime con Repubblica e La7 e con i tecnici 'democratici' che consigliano di non parlare di nazionalizzazioni e di non disturbare le relazioni con l'UE.

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IL RE E' NUDO
ed è il momento di cambiare musica

Contrariamente a chi, da 'sinistra', ci parlava del nuovo governo come governo della destra e si apprestava a cantare Bella ciao col PD, è avvenuto che, prima col 'decreto dignità', poi con ciò che sta emergendo dopo il crollo del ponte, il peggio della società italiana, Confindustria, giornaloni, berlusconiani di varia estrazione, piddini e sofisticate interlocuzioni culturali al servizio di una opposizione sgangherata, hanno scoperto le carte e vanno a testa bassa contro Salvini e Di Maio.

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Il dito sulla piaga

Le reazioni a una nota di Aginform e la nostra risposta

Caro Ivan,
credo che la discussione che si è aperta [vedi gli antecedenti qui] sulla nota "Godiamoci lo spettacolo" pubblicata da Aginform che abbiamo spedito al gruppo Pubblico Impiego In Movimento possa riassumersi in tre punti: la valutazione sulla questione degli immigrati, la valutazione della situazione geopolitica e il giudizio da dare sul governo gialloverde. Andiamo per ordine.

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Godiamoci lo spettacolo

Dobbiamo dire di essere fortunati perchè non è accaduto spesso di vedere uno spettacolo come quello di un governo che viene attaccato, da destra e da 'sinistra', da tutte le forze che hanno tenuto banco in questi decenni e rappresentato il potere in Italia: Confindustria, Berlusconi, PD, TV di stato, giornali berlusconiani, Repubblica e, assieme a questi, uno stuolo di 'esperti' che pontificano contro Lega e 5Stelle guidati dalla 7 di Mentana.

Basterebbe questo per capire il senso di marcia della situazione, ma tutto concorre a creare un polverone per nascondere le cose. Eppure basterebbe porsi alcuni interrogativi per spiegare ciò che sta accadendo.

Perchè la Confindustria si preoccupa dei suoi associati? Perchè il PD cerca di trovare, senza riuscirci, una linea di ferrea opposizione e, infine, perchè anche Berlusconi, ormai senza esercito, attacca pesantemente Salvini?

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Gli uomini (e le donne) con la maglietta rossa

Se ancora ci fosse bisogno di dimostrare che cosa c'è veramente dietro alla questione emigranti e a confermare le ambiguità che gravano sulle vicende che coinvolgono drammaticamente milioni di persone, è arrivata l'iniziativa di don Ciotti di indossare le magliette rosse in ricordo delle vittime annegate nel Mediterraneo.

A parte ogni considerazione sul ruolo di don Ciotti e, aggiungiamo, di Saviano, come coscienza buona che fa da foglia di fico al marcio di questa società, rimane il fatto che ad indossare le magliette rosse sono stati personaggi come Martina, Orfini e tanti altri come loro che in occasione delle guerre di sterminio che sono state condotte dalla NATO e quindi anche dall'Italia in Medio Oriente e altrove non hanno indossato un bel niente. Anzi hanno condiviso.

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La ruota della storia

Da: infosannio.wordpress.com

Marx (nel Manifesto) scriveva, riferendosi ai vecchi ceti reazionari, che non è possibile riportare indietro la ruota della storia quando le cose si mettono in movimento. Sono bastati un paio di mesi per dimostrare che anche stavolta questa verità si conferma. Difatti, nonostante le campagne mediatiche di dimensioni mai viste, lo scossone prodotto da Salvini (col consenso di Di Maio) sulla vicenda immigrati sta scuotendo l'Europa e costringe i patron dell'UE, Merkel e Macron, a fare i salti mortali per evitare che la situazione sfugga loro di mano.

Una considerazione preliminare su questo va fatta. Nonostante le cortine fumogene mediatiche, è sotto gli occhi di tutti che gli europeisti hanno perso la faccia e si sono mostrati col loro vero volto, quello di un comitato d'affari che si divide ogni qualvolta gli interessi di bottega non tornano. Quale risultato migliore si poteva ottenere? E' bastato che un Salvini qualsiasi puntasse i piedi sugli sbarchi perchè il castello di carta di Bruxelles, la sua politica 'comunitaria', cadesse in frantumi.

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MA COME SONO BUONI !

Considerazioni sull'imperialismo di sinistra
e sulla corrente arancione della sinistra italiana


2011: le basi per la guerra in Libia
da www.limesonline.com

Non è da ora che andiamo denunciando la necessità di aprire una campagna contro la sinistra imperialista, cioè quelli che si proclamano contro la guerra ma coprono da anni le avventure militari della NATO e dell'Italia che dentro l'alleanza atlantica opera a pieno titolo. I responsabili di questa politica di guerra dovrebbero da tempo essere consegnati alla giustizia internazionale per i loro crimini, ma invece vengono ancora considerati persone rispettabili e 'di sinistra' in Italia come in Francia, in Germania e in altri paesi europei.

Di chi stiamo parlando? Innanzitutto del PD e dei suoi contorni di sinistra che ogni giorno denunciano a fosche tinte la crudeltà salviniana contro i profughi dell'Aquarius e questo dopo che l'Italia ha partecipato e partecipa ancora oggi alle missioni di sterminio in mezzo mondo. Dobbiamo elencarli? Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Palestina, Somalia,Yemen, Siria, tutti quei paesi dove direttamente o indirettamente le forze della NATO sono intervenute o, come nel caso della Palestina, hanno catalogato gli eccidi come incidenti di frontiera. I nazi-israeliani, ricordiamoci, fanno parte del fronte di guerra imperialista.

Ci sono poi, in seconda fila, quelli che si vergognano a dire le cose come stanno e sfogano il loro coraggio trovando nelle nicchie curde il loro punto di riferimento che poi, guarda caso, è anche quello degli americani e degli israeliani. Antimperialisti per caso viene voglia di dire.

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E adesso?
Considerazioni post elettorali

Se è senz'altro utile bloccare, con un dibattito aperto, la deriva 'arancione' degli alternativi che torna utile alla ricomposizione del fronte preteso 'democratico-antifascista' targato PD, è anche vero che si pone il problema di discutere come ci si muove nel nuovo contesto. Per ora la questione è puramente teorica o, meglio, è una pura prefigurazione di scenari operativi, mancando gli strumenti adeguati per influenzare in qualche modo la situazione.

Partiamo dalla situazione internazionale da cui dipendono le sorti anche dell'Italia. Dopo le minacce dell'UE e della NATO al nuovo governo sulle possibili scelte in merito a Russia ed Euro è arrivato il G7 che ha dimostrato la totale confusione nella compagine che dovrebbe governare l'occidente capitalistico (più il Giappone). Gli USA ormai sono proiettati verso una gestione unilaterale dei rapporti internazionali certificando, col disinteresse di Trump, che non hanno più bisogno di una visione collegiale delle relazioni economiche, politiche e militari. Ancora una volta America first, stavolta in versione isolazionista.

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Abbandonare le illusioni

Torino: il PD si aggrappa al diktat di Mattarella del 27 maggio

Nel corso di questa crisi, che ha avuto l'esito che conosciamo, cioè la formazione di un governo Lega-5stelle, molti hanno pensato che i processi di trasformazione del quadro politico potessero essere riportati al punto di partenza. A questo si sono dedicati in modo vergognoso i sacerdoti della stampa di regime e le forze politiche che hanno sentito crollare le loro certezze. Sembrava quasi che costoro, dopo il diktat di Mattarella, stessero per raggiungere l'obiettivo, ma il precipitare della situazione ha rimesso tutto in discussione e si è verificato quello che qualcuno di noi aveva sottolineato fin dal principio e cioè che si era messa in moto una situazione di fatto irreversibile.

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Colpo di stato!

Quando gli elettori sbagliano a votare si provvede con altri mezzi.

Aginform
27 maggio 2018


La battaglia è iniziata

Scriviamo quando la vicenda iniziata dopo le elezioni del 4 marzo non è ancora conclusa. Non per anticiparne le conclusioni, ma perchè non ci sentiamo spettatori bensì partecipi della battaglia in corso, nel senso che - pur mantenendo tutta l'autonomia di comunisti - capiamo che i suoi esiti sono molto importanti per il futuro e ne viviamo i passaggi e capiamo anche che non tutto si concluderà con un no o un sì al governo Salvini-Di Maio. Lo scontro è destinato a protrarsi nel tempo.

Vogliamo ribadire ciò che abbiamo scritto all'indomani delle elezioni: il risultato costituisce un fatto di straordinaria importanza perchè rompe lo schema tradizionale della dialettica politica italiana, mettendo all'angolo il fascio-renzismo che ha rappresentato negli ultimi anni il colpo più duro contro i lavoratori e la maggioranza degli italiani.

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La rivoluzione del 4 marzo

20 giugno 1789: il giuramento della pallacorda
da www.glistatigenerali.com

Molti hanno stentato a capire che le elezioni del 4 marzo, aldilà della percezione dei vincitori, hanno rappresentato in Italia una sorta di rivoluzione, un punto di non ritorno dalla palude in cui stagnava la politica italiana.

Il terremoto era in parte annunciato, ma si trattava di voti e di percentuali che nascondevano il dato principale, che era di sostanza: la maggioranza dei votanti (oltre al 27% di astenuti) ha deciso di uscire dalla vecchia politica fatta di manovre, inciuci e interessi consolidati e di esprimere domande da cui non era e non è possibile derogare.

Vero è che le promesse possono anche non essere mantenute, ma i rosigoni del PD fanno male a pensare che in futuro ci potranno essere recuperi a loro favore. Non hanno capito che il voto del 4 marzo ha espresso contro il renzismo una rabbia molto profonda e solo l'imbecillità del senatore di Rignano può dar credito a ipotesi ottimistiche sugli effetti dell'Aventino in versione dem. In ballo ci sono infatti proprio le questioni su cui il PD renziano è andato a sbattere: il salario di cittadinanza, il jobs act, la legge Fornero, la riforma della scuola, i livelli di tassazione, i rapporti con l'UE, il carattere degli accordi internazionali e dei loro effetti 'automatici'. Questi sono gli argomenti all'ordine del giorno per il nuovo governo. Eluderli significherebbe non ritornare indietro, ma approfondire la crisi.

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1917-2017
Cento anni dalla Rivoluzione di Ottobre

Nel centenario della Rivoluzione d'Ottobre segnaliamo ai compagni il prezioso lavoro di lettura di cento anni di storia del movimento comunista internazionale intrapreso dalla Associazione Stalin. Sulle motivazioni e il metodo scelto dall'Associazione rinviamo a quanto scritto al momento di intraprendere il lavoro, [qui].

Per quanto riguarda le conclusioni (ovviamente provvisorie) tratte fin qui, rimandiamo allo scritto I comunisti nel 21° secolo dopo la controrivoluzione in URSS [qui].

La documentazione proposta, suddivisa in 38 fascicoli, può essere scaricata direttamente dal sito dell'Associazione [qui], oppure, anche per facilitare la condivisione, dalla pagina Facebook, dove è raccolta nella sezione "foto" in 4 "album" in cui le fotografie sono le copertine dei 38 fascicoli sin qui prodotti, dalle quali è possibile accedere a tutti i testi con le relative premesse a cura dell'Associazione.

Ed ecco dunque i quattro album e i rispettivi collegamenti:

  1. GLI ANNI DI STALIN [qui].

  2. LA CONTRORIVOLUZIONE IN URSS [qui].

  3. LA CONTRORIVOLUZIONE IN URSS E IL MOVIMENTO COMUNISTA INTERNAZIONALE [qui].

  4. LA DIVISIONE DEL MOVIMENTO COMUNISTA INTERNAZIONALE. I FATTI OGGETTIVI [qui].





E' POSSIBILE USCIRE
DALLA PALUDE ITALIANA?

Appunti per una discussione necessaria


Se distogliamo l'attenzione dal teatrino quotidiano e cerchiamo di interpretare meglio le caratteristiche della situazione italiana dobbiamo prendere atto che essa evolve a senso unico. Va sempre più a destra, nonostante che siamo in presenza di acute contraddizioni sociali e politiche. Se si può fare un paragone, dobbiamo figurarci una zattera trascinata dalla corrente in cui i rematori si illudono di andare in senso opposto, ma a decidere il senso della marcia non sono loro.

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Un deterrente necessario

Dal Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea abbiamo ricevuto la seguente lettera, datata 4 agosto 2017


Il Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea porge i suoi omaggi ad Aginform e a tutti i compagni e coglie l'occasione per diffondere la seguente lettera in cui riaffermiamo la nostra ferma determinazione a eliminare il rischio di una guerra nucleare nella penisola coreana e salvaguardare la pace nella regione e nel mondo.

Come già abbiamo riferito, il 4 luglio scorso la Repubblica Democratica Popolare di Corea (RPDC) nel quadro del piano di costruzione di una forza nucleare strategica ha effettuato con successo il lancio di prova del missile balistico intercontinentale (ICBM) "Hwasong-14", aprendo così la via al completamento della capacità nucleare del paese. Al primo lancio di prova ne è seguito un secondo pienamente riuscito il 28 luglio.

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SINDACALISMO DI BASE
Questioni aperte

Anche se siamo costretti ad assistere al ripetersi di rituali che sono propri di altre esperienze e che dal '68 in poi si sono ripetuti fino ad esaurirsi, la questione del sindacalismo di base in Italia non può essere assimilata a queste logiche. Per questo è necessaria una riflessione che ci consenta di capire, aldilà delle apparenze, a che punto siamo in questa esperienza, quali distorsioni si sono prodotte al suo interno e quali sono le prospettive necessarie e possibili da definire.

Il punto di partenza

La nascita del sindacalismo di base, è bene ricordare in premessa, ha segnato un passaggio dalla dimensione movimentista con cui l'opposizione radicale si era espressa in Italia dal '68 in poi a una dimensione strutturata e autonoma dei lavoratori dentro il conflitto sociale e politico in Italia. Questo passaggio, peraltro, non è stato pacifico, bensì segnato da polemiche abbastanza dure con coloro che, pur parlando di lavoratori e pretendendo di rappresentarli, ne ostacolavano di fatto l'organizzazione indipendente. Questa polemica storica conferma appunto la diversità del sindacalismo di base, anche se in corso d'opera ci sono state numerose conversioni che hanno reso più incerti i confini.

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In difesa del
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