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AGINFORM

Foglio di Corrispondenza comunista


Contributi
di analisi
e dibattito

CDP in mano a Goldman Sachs

beppegrillo.it, 22 giugno 2015, [qui]

Tsipras: la Grecia "attraversa la tempesta per raggiungere porti nuovi e più sicuri"

20 giugno 2015, [qui]

Le nostre guerre, la loro fuga

19 giugno 2015 [qui]

Verso la fine del sistema Erdogan

Thierry Meyssan, 14 giugno 2015, [qui]

Piegando la Grecia, l'Ue cerca di rimuovere il desiderio dei popoli di ribellarsi ai suoi diktat attraverso le elezioni

Jacques Sapir, 12 giugno 2015, [qui]

Logistica 101: Dove prende le armi l'ISIS?

Tony Cartalucci, 10 giugno 2015, [qui], originale inglese [qui]

Il voto del 31 maggio: primi commenti

Andrea Scanzi, [qui]; Giulietto Chiesa, [qui], 1-2 giugno 2015.

Il Califfato voluto dagli USA

Manlio Dinucci, 26 maggio 2015, [qui]

E' il renzismo il primo e il principale avversario

Giorgio Cremaschi, 20 maggio 2015, [qui]

Leader di Hezbollah: guerra senza quartiere all'ISIS

Pino Cabras, 25 maggio 2015, [qui]

"Dunque l'occidente vuole che l'ISIS prenda Siria, Iraq, Yemen?"

Appello di tre associazioni, 22 maggio 2015, [qui]

Palmira e Qalamoun. Due facce della guerra siriana

Pino Cabras, Gianandrea Gaiani, Talal Khrais, 21 maggio 2015, [qui]

Perchè è urgente lottare contro la NATO e riscoprire il senso dell'agire politico

Domenico Losurdo, 21 maggio 2015, [qui]

Ancora una enorme vittoria diplomatica per la Russia

The Saker, 13 maggio 2015, [qui]

Il 9 maggio spiegato agli italiani

Marco Bordoni, 8 maggio 2015, [qui]

Renzi dà il voltastomaco, ma la minoranza Pd è peggio

Aldo Giannuli, 7 maggio 2015, [qui]

Ma Putin cosa vuole?

Una importante analisi di Rostislav Ishchenko, 22 aprile 2015, [qui]

No guerra, no NATO: il silenzio sulla NATO, la disinformazione, la necessità di ripresa della mobilitazione contro la NATO

L'agenzia Sputnik intervista Manlio Dinucci, 23 aprile 2015, [qui]

Grecia: il fattore N(ato)

Manlio Dinucci, 7 aprile 2015, [qui]

La situazione militare in Ucraina orientale

Stefano Orsi, 3 aprile 2015, [qui]

Cresce la sfida della Grecia che si rivolge a Russia e Cina

Ambrose Evans-Pritchard, 1 aprile 2015, [qui]

Cosa sta succedendo in Medio Oriente?

Pier Luigi Fagan, 30 marzo 2015, [qui]

America divisa, Europa divisa

Giulietto Chiesa, 27 marzo 2015, [qui]

Venezuela: il decreto di Obama. Cosa c'è dietro?

Franco Vielma, 10 marzo 2015, [qui]

Negli USA è nato un nuovo movimento

John Catalinotto, 9 gennaio 2015, [qui]

Assalto allo Yemen. L'Impero dell'Ipocrisia

Toni Cartalucci, 26 marzo 2015, [qui]

Un ALBA per l'Europa

Intervista a Manlio Di Stefano M5S a cura di Alessia Lai e Francesca Dessì, 14 marzo 2015, [qui]

Gheddafi aveva previsto tutto

Ahmad Barkawi, 11 marzo 2015, [qui]

Perchè l'occidente odia Putin? La ragione segreta

Australian voice, 1 marzo 2015, [qui]

La strana alleanza tra Israele, Arabia Saudita e Al Qaeda

Robert Parry, 4 febbraio 2015, [qui]

Mai con la NATO, l'imperialismo, il PD (quindi neanche con capitan Padania)

Norberto Natali, 28 febbraio 2015, [qui]

! Perchè l'avanzata del fascismo è nuovamente il problema

John Pilger, 26 febbraio 2015, [qui]

Caso Nemtsov: i signori della guerra al lavoro in Russia e in occidente

Marco Bordoni, 2 marzo 2015, [qui]; vedi anche Russia, io non so chi ha ucciso Boris Nemtsov, Giulietto Chiesa 3 marzo 2015 [qui]

! Sull'orlo di un momento storico

Piotr, 27 febbraio 2015, [qui]

Comunismo, malattie infantili e fascisti del XXI secolo

Luca Donini, 20 febbraio 2015, [qui]; vedi anche Scomuniche e chiacchiere autoreferenziali? Non reggeranno!, Giulietto Chiesa, 18 febbraio 2015 [qui]

Renzi e Pinotti in Libia, ma per combattere la Russia

Comidad, 18 febbraio 2015, [qui]; vedi anche La Libia vittima dell'ONU, 12 febbraio 2015 [qui]

Le sanzioni occidentali e le percezioni russe

The Saker, 18 febbraio 2015, [qui]

! Benvenuti nel mondo reale!

Piero Pagliani, 17 febbraio 2015, [qui]

Lettera aperta ai cittadini che votano Pd

Pancho Pardi, 16 febbraio 2015, [qui]

L’inutile accordo voluto da tutti

The Saker, 13 febbraio 2015, [qui]

! La strategia del cane pazzo

Piotr, 11 febbraio 2015, [qui]

! La guerra è la sola igiene del mondo? Prospettive 2015

Piotr, 7 febbraio 2015, [qui]

[continua]    


9 maggio 1945 - 9 maggio 2015

K.Gossweiler   Il patto sovietico-tedesco del 1939
V. I. Ciuikov e altri   Lo scontro con il grosso delle forze dell'Asse
e la controffensiva che già nel 1941 faceva fallire il Blitzkrieg hitleriano
D. Losurdo   Stalin e la Grande Guerra Patriottica

STALIN
Discorso sul significato e le ragioni della vittoria
9 febbraio 1946



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9 maggio 1945 - Per non dimenticare

CIVG Informa n.65

Attenzione:
è iniziato un semestre di fuoco

Giugno-Novembre: inizia un semestre di fuoco. Prima che Cina e Russia arrivino a formare una solida alleanza non solo politica, economica, finanziaria, valutaria ma anche militare, e prima che esplodano le contraddizioni economiche del capitalismo occidentale, gli USA hanno urgenza e necessità di anticipare i tempi ed arrivare ad uno scontro decisivo che impedisca la formazione di un secondo asse di potenza nel pianeta, alternativo all'unipolarismo USA; contemporaneamente i paesi USA/Nato necessitano di distrarre l'attenzione delle popolazioni dagli effetti della crisi economica.

Russia e Cina ne sono già coscienti e si stanno preparando, fermo il loro interesse strategico a rinviare lo scontro frontale e a prendere tempo, possibilmente senza arretrare.

Il semestre inizia con questo giugno gravido di eventi, tra i quali, tutti a fine mese:

Luglio vedrà la riunione della SCO (un'alleanza militare asiatica a guida russo-cinese) che dovrà decidere sulle richieste di adesione, tra gli altri, di Iran, India, Pakistan.

Sempre a Luglio si riuniranno gli esponenti della Banca dei BRICS per muovere i primi significativi passi alternativi a FMI e Banca Mondiale.

LuglioAgosto vedranno negli Stati Uniti la prima e più vasta esercitazione militare per il controllo del proprio territorio, a riprova di come sia prevista una precipitazione della crisi economica e relative rivolte sociali, di cui abbiamo già visto i segnali a Fergusson e Baltimora. Non è quindi escluso un nuovo manifestarsi della crisi strutturale del capitalismo occidentale, che da anni cerca di rinviare l'esplosione delle proprie contraddizioni economiche e sociali ricorrendo al debito ed alla iper-stampa delle proprie valute imposte al resto del mondo.

A Settembre vi sarà in Europa la più grande esercitazione della Nato dalla fine della seconda guerra mondiale

Nel corso del semestre assisteremo all'accelerazione degli USA per costringere la UE a firmare il TTIP (ed in Asia l'accordo Transpacifico), in contrapposizione all'avanzare degli accordi inter-statali per "la nuova via della seta" cino-russa e alla nuova linea dei gasdotti russi per le forniture energetiche all'Europa.

Sempre entro la fine del semestre avremo la decisione degli organismi finanziari internazionali sulla definitiva consacrazione della valuta cinese come valuta internazionale, decisione non più rinviabile e che sancirebbe l'avvio della de-dollarizzazione su larga scala negli scambi commerciali internazionali.

In questo contesto geo-economico e politico si inseriscono gli scenari dei conflitti già aperti, quello ucraino, quello siriano/irakeno/mediorientale, quello libico e quelli potenzialmente pronti ad essere aperti, quali la Transnistria e le isole del Mar Cinese Meridionale. Altri scenari per ora a minor intensità riguardano i Balcani (Macedonia e Grecia in testa) e gli Stati sovrani dell'America latina, in primis Venezuela, Brasile, Argentina.

Tutti scenari che possono essere utilizzati dagli USA per rafforzare il proprio egemonismo e accelerare lo scontro con Russia/Cina.

Un semestre dunque caldo, molto caldo.

Riguardo al rinnovo delle sanzioni europee alla Russia, cosa inventeranno questa volta gli USA ed il loro regime fantoccio in Ucraina per costringere la UE a superare le proprie titubanze? La volta precedente gli USA dovettero far abbattere dal governo ucraino un aereo di linea, e questa volta? Una grande nuova provocazione? Un nuovo grande attacco su larga scala del regime ucraino in Donbass, incolpandone i russi? O una aggressione alla Transnistria per provocare l'intervento russo? In questo scenario cosa voglion dire la nomina del loro agente georgiano Saakhasvili a Governatore di Odessa, lo spostamento di missili anti-aerei ucraini tra Odessa e la Transnistria e, sulla costa adiacente il posizionamento di navi da guerra USA? Russi e cinesi sospettano che la ricerca dello scontro si stia orientando su questo scenario, tanto che per la prima volta hanno svolto esercitazioni navali congiunte nel Mar Nero.

Per gli Usa spingere l'Europa a nuove sanzioni anti-russe sarebbe un successo sia nel continuare l'isolamento europeo della Russia sia nel portare l'Europa nel vicolo cieco economico e politico che la costringerà a firmare il TTIP. Firma che vorrebbe dire unificazione anche economica delle forze NATO, avanzamento dell'accerchiamento di Cina e Russia, piegamento totale dell'Europa ai voleri delle multinazionali Usa ed alla legislazione dei loro tribunali con buona fine delle legislazioni sociali e sovrane dei singoli Stati europei .

(Nel piccolo, il recente scontro tra Usa e Fifa comprende entrambi questi elementi: abituare gli europei che la legislazione Usa prevale anche in Europa, e continuare l'isolamento della Russia tentando di annullare i prossimi mondiali in territorio russo. In questo scontro gli Usa hanno utilizzato una variante delle rivoluzioni colorate, quella della rivolta generica contro la corruzione, già testata recentemente in Brasile ed India )

Con la cooptazione forzata dell'Europa nel TTIP, gli USA uniscono il capitalismo occidentale contro il resto del mondo, andando allo scontro nelle migliori condizioni possibili, con l'aggiunta di un esercito irregolare come quello jihadista; mancherebbe poi solo di separare l'India dal fronte dei BRICS (magari contrapponendola alla Cina) e qualche altro decennio di sopravvivenza forse gli Usa e gli altri paesi della Nato potrebbero garantirselo, a spese del resto dell'umanità .

Ma questo gioco non è facile da condurre, o forse è troppo tardi. La crisi avanza negli Stati del capitalismo occidentale, la Russia resiste e la Cina avanza; inoltre segni di sfilacciamento emergono tra UE ed Usa; per esempio gli Usa hanno dovuto subire gli accordi di Minsk 2 voluti da Germania, Francia e Russia quando invece gli statunitensi volevano che la guerra continuasse in Ucraina con crescente intensità. Altro segno di sfilacciamento l'adesione di molti Stati europei sia alle transazioni commerciali in moneta cinese sia alla nuova Banca per le infrastrutture asiatiche, a cui gli USA non aderiscono, ma che anzi contrastano in quanto riducono il potere di FMI e Banca Mondiale da loro controllate. Titubanze europee comprensibili, visto che la UE ha assistito in questi ultimissimi anni al chiudersi delle sue fonti di approvvigionamento energetico a causa della strategia del caos a regia USA: caos in Libia e Nord-Africa (a quando l'Algeria?), caos in Ucraina, preparazione del caos in Macedonia per impedire la nuova direzione del gasdotto russo, caos in Siria e Iraq per impedire le forniture di gas e petrolio iraniano e irakeno. Con questa strategia del caos, gli Usa stanno mettendo in condizione l'Europa di dover dipendere dal 2018 dallo shale-gas americano, come ha promesso il capo neo-cons McCain al Congresso Usa. In questo contesto la carta greca può assumere una forte valenza geopolitica, in quanto la Grecia può mettere il veto a nuove sanzioni anti-russe o addirittura rompere il fronte e valutare le offerte russo-cinesi. Non credo che il governo greco abbia queste intenzioni, ma magari potrebbe essere sollecitato, paradossalmente, dalla stessa Germania.

Luigi Ambrosi

8 giugno 2015


A che punto siamo?

Le elezioni regionali sono state un indicatore importante della situazione politica e sociale italiana, da cui trarre conclusioni per individuare i prossimi passaggi.

Il primo dato è quello dell'astensionismo, che ha di fatto raggiunto la media del 50% e in alcuni casi ha anche superato questa percentuale. La tendenza non solo si consolida, ma va oltre ogni previsione. Come si fa a cantare vittoria in questa situazione in cui vota una persona su due? Ovviamente il regime mediatico che si è instaurato, pur non potendo negare l'evidenza, concentra la sua attenzione sui voti espressi, ma questi rappresentano minoranze e non maggioranze.

Per quanto ci riguarda, invece, l'esaltazione del non voto e l'uso antisistema che ne dobbiamo fare servono ad approfondire il fossato tra queste istituzioni marce e le esigenze popolari che confliggono con esse. Non votare è una forma concreta e avanzata di opposizione, che demolisce le apparenze democratiche del nuovo regime espresso dai sistemi maggioritari e ne prepara l'affossamento. Sappiamo che i regimi non cadono da soli come pere cotte, ma l'astensionismo è una importante premessa oggettiva. Il "voto utile" è ormai un gioco scoperto e il codismo elettoralistico di "opposizione" è un'arma spuntata.

Ma queste elezioni regionali non hanno evidenziato solamente l'astensionismo come fattore dirompente. Anche il grillismo, nella sua carica antisistema, nel senso concreto in cui si esprime contro questo regime e non ovviamente come espressione di obiettivi rivoluzionari, è diventato l'incubo della nuova santa alleanza che sostiene il renzismo.

Questa santa alleanza, pur partendo con un sostegno forte delle forze che contano a livello economico, finanziario, industriale e mediatico, con queste elezioni ha dimostrato che invece di un cavallo vincente si è puntato su un caudillo da operetta.

La crisi quindi, tenuto conto dei due fattori sopraindicati, non potrà che approfondirsi.

Per bloccarla sono già a lavoro i pontieri, quelli interni e quelli esterni al PD, che anelano a ritornare alla concertazione democratica, sia modificando i rapporti di forza interni a questo partito, sia creando un nuovo soggetto elettorale come sfogatoio di sinistra. A questo si potrebbe ritornare dopo la definitiva uscita di scena di quell'insopportabile figura cialtronesca di Matteo Renzi. Ma le incognite sono molte, a partire dalla politica UE, dalla crisi che nonostante le chiacchiere morde sempre, dal quadro di instabilità internazionale, e quindi un nuovo equilibrio di sistema è difficile da raggiungere.

Purtroppo all'orizzonte, se si esclude il landinismo che certo non è la soluzione, non si intravedono prospettive positive. Anzi, a sinistra e sul terreno di classe la confusione e la debolezza la fanno da padroni.

In questo contesto occorre tener d'occhio ciò che sta accadendo a destra, in particolare con l'operazione Salvini. La domanda è: come mai a livello mediatico si è dato tanto spazio al leader leghista? La risposta potrebbe essere che, nel quadro dell'avanzata astensionista e del pericolo grillino, qualcuno dietro le quinte ha voluto mettere in pista una sorta di Isis casareccia per scompigliare i giochi.

Aginform

5 giugno 2015


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